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Nell'Archivio di WhereApp trovi tutti gli articoli passati ordinati per mese ed anno.

Archivio mensile maggio 2017

Estate: Come combattere il caldo e ottenere una tintarella perfetta

Sta per tornare l’estate e con essa le feste in piscina, le gite al mare e quel pizzico di spensieratezza che ci fa tornare un po’ bambini e dimenticare il duro anno di lavoro… Ma siamo pronti ad affrontare i lati negativi della bella stagione, il caldo torrido, il traffico impazzito e la calca di gente sulle spiagge? Forse no, ma con dei semplici consigli ci possiamo preparare al meglio per non tornare al lavoro più stressati di prima!

Uno dei fattori più importati da tenere sotto controllo in estate è sicuramente l’alimentazione, poiché con l’arrivo del caldo e l’aumento eccessivo della sudorazione si possono causare delle carenze generali di sali minerali, oligoelementi e vitamine che acutizzano lo stato di affaticamento.

Cosa mangiare in estate?

Con l’arrivo della bella stagione è molto importante apportare qualche modifiche alla nostra alimentazione come:

  1. Bere molta acqua: Il nostro organismo è composto per circa il 70% da acqua e necessita di circa 3 litri d’acqua al giorno. D’estate si dovrebbero bere almeno due litri d’acqua al giorno. Un consiglio è quello di bere un bicchiere d’acqua appena svegli e uno prima di andare a dormire.
  2. Mangiare più frutta di stagione ricca d’acqua: Un buon rimedio contro l’afa è quello di mangiare frutta ricca di acqua. Melone e anguria sono i più indicati perché dissetano e sono ricchi di sali minerali, vitamine e antiossidanti, vanno molto bene anche fragole, ciliegie, albicocche e pesche. Un consiglio è quello di mangiarle a colazione o durante l’arco della giornata, mantenendo una buona distanza dai pasti principali.
  3. Tanta verdura: Fresca, leggera e ricca d’acqua, la verdura estiva dovrebbe essere considerata la regina delle tavole estive. Può essere consumata anche all’inizio dei pasti ed è preferibile mangiarla cruda. Le verdure più indicate per il periodo estivo sono carote, finocchi, pomodori, cetrioli, sedano, radicchio e peperoni.

Frutta e verdura in estate oltre ad aiutarci contro il caldo sono molto importanti anche per l’abbronzatura.

Carote, insalate, cicoria, lattuga, melone, peperoni, pomodori, albicocche, fragole e ciliegie fanno parte della top ten dei “cibi abbronzanti”, in grado di stimolare la produzione di melanina, quindi l’abbronzatura, ma anche di proteggere l’organismo dal caldo estivo.

A confermarlo è la Coldiretti, che ha stilato una classifica degli alimenti naturali che aiutano l’abbronzatura e idratano l’organismo.

Perché questi cibi sono particolarmente indicati per l’abbronzatura?

Questi cibi sono indicati per il loro alto contenuto di vitamina A, la quale stimola al produzione di melanina e favorisce così una tintarella naturale.

Le carote con i suoi 1200 microgrammi di vitamina A ogni 100 grammi di polpa sono ritenute un abbronzante naturale e per questo si trovano in cima alla classifica Coldiretti.

Top ten per la tintarella perfetta:

1. Carote 1200
2. Radicchio 500-600
3. Albicocche 350-500
4. Cicoria e lattuga 220-260
5. Meloni gialli 200
6. Sedano 200
7. Peperoni 100-150
8. Pomodori 50-100
9. Pesche 100
10. Cocomero e ciliegie 20-40

 

Partecipazione al Forum PA 2017

Il Forum PA ha scelto come tema guida dell’edizione 2017 il ruolo che le amministrazioni pubbliche possono e devono avere nella costruzione di uno sviluppo economico e sociale che garantisca benessere equo e sostenibile.

In questo contesto i temi dell’innovazione digitale della PA saranno visti come strumenti strategici per dare risposta ai grandi temi che assillano i cittadini. Pertanto ci siamo prestati con WhereApp a partecipare al Forum, affinché si potessero conoscere le attività innovative apportate da WhereApp.

WhereApp al Forum PA

La sindaca di Roma Virginia Raggi e il Presidente della regione Lazio hanno mostrato interesse per l’informatizzazione dei processi della PA attraverso a WhereApp.

 

Fino al 25 Maggio saremo al Forum, veniteci a trovare!

ruscello che scorre nella Riserva di Montedimezzo

Riserva di Montedimezzo, una bellissima foresta molisana

Andiamo nel Molise, presso la riserva di Montedimezzo, conosciuta anche come Riserva Statale Naturale di Collemelluccio-Montedimezzo, una foresta proprietà dello Stato. Situata nel cuore dell’Appennino molisano, in provincia di Isernia.

Inizialmente era un complesso forestale Montedimezzo-Feudozzo-Pennataro, dal 1200 di proprietà angioina. Dal 1606 al 1799 fu affidato ai Monaci Certosini di Napoli che lo conservarono fino a quando entrò a far parte del patrimonio di Casa Borbone, agli inizi dell’800 dichiarato Reale Riserva di Caccia.

Oggi, la riserva è patrimonio dell’UNESCO inserita nella rete delle riserve della biosfera dal 1977.

La riserva di Montedimezzo vanta alcuni sentieri attrezzati nei quali, lungo i suoi 2060 metri, è possibile ammirare una gran vastità di flora e di fauna.
Il percorso comprende 32 stazioni tematiche fornite di tabelle informative che raccontano la storia e la geologia del luogo.

Evento presso la riserva di Montedimezzo

Il 21 Maggio, si terrà la quinta edizione di RiservAmica, una Festa Nazionale delle Riserve Naturali dello Stato. Evento organizzato dall’Ufficio per la Biodiversità del Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare Carabinieri, con gli altri Uffici Territoriali per la Biodiversità e in collaborazione con il WWF Italia.

Per vedere il programma, clicca qui!

“Incredibile, il Molise esiste. Visitatelo”

Pochi giorni fa, la Iena Casciari ha pubblicato un video. Con ironia, diceva di scoprire il Molise e si sorprendeva per le su bellezze.

Le risposte sul web sono state accompagnate dalla stessa ironia. “Esistiamo certo!!! Si mangia benissimo da noi, l’aria è incontaminata, il mare seppur poco c’è, montagna tanta e paesini accoglienti quanti ne volete…venite in Molise!”. Oppure “Il Molise regna”.

Vista di Capri dal Monte Solaro

Monte Solaro: la vista imperdibile di Capri

In una delle isole più belle al mondo si può godere di una vista meravigliosa, grazie al Monte Solaro.

Capri, regina di roccia, [….]
Era di pietra la sua bellezza. [….]
E dal mare girandoti intorno
feci un anello d’acqua che lì rimase nelle onde,
chiudendo le torri orgogliose
di pietra fiorita,
le cime aspre
che il mio amore sostennero
e conserveranno con mani implacabili
l’impronta dei miei baci.

Pablo Neruda

Neruda, il poeta cileno, descrive la sua storia d’amore in un contesto romantico. Tra il mare e le pietre. Un viaggio passionale del poeta, sede di un amore proibito.
L’isola di Capri vanta innumerevoli viste, la prima riconoscibile dall’aliscafo è quella del Monte Solaro.
Il monte è il più alto dell’isola, con i suoi 589 metri. Conosciuto anche come “Acchiappanuvole”, poiché durante l’alba o il tramonto, l’escursione termica crea una “corona di nubi”: uno spettacolo da non perdere!

Come raggiungere il Monte Solaro

Il modo più semplice è salire in seggiovia, impiegando 12 minuti. La seggiovia parte da Piazza Vittoria ad Anacapri. E’ una sedia protetta da una bara che permette di vedere le isole e l’intero golfo di Napoli.
La seggiovia di Anacapri secondo Fanpage è una tra le 10 funivie più belle al mondo: “Sospesi nell’aria i turisti rimangono estasiati dalla vista del Golfo di Napoli, con lo sfondo del Vesuvio, del Golfo di Salerno, della piana di Anacapri, dell’isola di Ischia e dell’incomparabile bellezza del colore del mare, con i Faraglioni che emergono dal mare”.
Alternativamente, consigliamo il percorso a piedi di circa un’ora e mezza.
Parte da un percorso chiamato passetiello che inizia da Capri o da Anacapri.
I percorsi sono entrambi consigliabili in discesa o a persone con una media preparazione atletica.

Cosa vedere?

La salita da Anacapri conduce al Castello Barbarossa, situato in uno dei più piccoli picchi dell’isola, a 412 metri dal livello del mare.
Il castello costruito tra il X e il XII secolo per difendere il territorio dagli attacchi via mare, è in pietra calcarea, come tutta l’isola, ed è circondato da torri di avvistamento. Si trova immerso in un’area dichiarata dal 1997 oasi del WWF.
L’oasi barbarossa offre passeggiate romantiche lungo il Sentiero della Natura, nel Giardino delle Farfalle e nel Giardino delle Felci.

Lungo il sentiero, ormai quasi vicini alla vetta, si può anche visitare l’eremo di Santa Maria, nella zona di Cetrella. In passato, luogo di ritiro spirituale per frati francescani e domenicani. Al suo interno, conserva un’immagine di Santa Maria molto cara ai marinai di Anacapri, che in passato, prima di partire per la raccolta del corallo, raggiungevano la chiesa in pellegrinaggio.

La vista dalla cima

Non ci sono parole per descrivere il panorama a tutto tondo e la distesa di mare infinito, decorata dalle piccole isole e dalle coste del mediterraneo.
Dalla cima la vista, volta all’orizzonte, abbraccia i due golfi di Napoli e di Salerno e si estende fino agli appennini.

Vorresti andare in Salento?
Non perdere la Grotta della Poesia.

Grotta della poesia

Grotta della poesia: un tuffo nelle acque cristalline e misteriose del Salento

La grotta della poesia è stata eletta una tra le piscine naturali più belle al mondo.Si trova in Puglia, in un golfo dell’alto salentino, nel Comune di Melendugno, in località Roca Vecchia, a pochi km da Otranto.
Il suggestivo paesaggio e le acque cristalline, inducono ad un’immersione di sensazioni. “Un posto incantevole” secondo alcuni viaggiatori di TripAdvisor, “una meraviglia nascosta” e, ancora, “magica”.
Magia che si respirava anche anticamente, tanto che, per anni, la grotta è stata accompagnata da vari racconti e storie leggendarie.

La leggenda della grotta della poesia

L’origine del nome della grotta è legata ad una leggenda. Gli abitanti del paese, narrano che una principessa, di un’incredibile bellezza, amava tuffarsi nelle splendide acque della costa adriatica. Quando gli uomini di intelletto lo seppero, accorsero in massa per dedicarle alcuni versi poetici. Da qui il nome: grotta delle poesia.

Realmente, il nome deriva dalla parola greca “posia”, un termine che indicava una “sorgente di acqua dolce”: riferimento ad una fonte che, una volta, scorreva all’interno della grotta, lasciando segni ancora visibili.

Con il tempo, la grotta ha cambiato la sua morfologia e, a causa di alcuni crolli, ha subito dei cambi strutturali. Ma, ancora oggi, sono visibili scritte e raffigurazioni che rappresentano immagini preistoriche ed iscrizioni messapiche.
Gli storici, infatti, hanno supposto che in passato la grotta fosse stata il santuario di una divinità indigena chiamata Taotor. Supposizione indotta dalla presenza del nome riportato più volte sulle pareti della grotta.

Il turismo in Puglia

Negli ultimi anni, la Puglia ha visto incrementare notevolmente gli arrivi e le presenze dei viaggiatori.
L’Osservatorio del turismo dell’agenzia regionale del Turismo, un ente pubblico della Regione, ha condotto alcune analisi in proposito.
Dai dati si evince che le performance della Puglia nel 2016 sono state ottime: complessivamente 3,7 milioni di arrivi (3,4 milioni nel 2015) e 14,4 milioni di presenze (13,5 milioni nel 2015).

Grotte della poesia e turismo in puglia

Dati presentati dall’Osservatorio del turismo dell’agenzia regionale del Turismo

I dati riportano un incremento degli arrivi rispetto al 2015 di circa il 9%, con un altrettanto significativo aumento anche nei pernottamenti (+7%).

Altro dato particolarmente interessante è l’aumento dei turisti stranieri: + 16% e i pernottamenti +12%.
Anche il 2017 prospetta trend in crescita, quindi, quest’estate una valida alternativa alle precedenti, potrebbe essere la Puglia!

 

Desideri fuggire dalla città? Ti consigliamo il Parco nazionale del Pollino

Il Parco nazionale del Pollino è il parco nazionale più grande d’Italia.
Si trova tra le province di Potenza, Matera e Cosenza, condiviso dalla Calabria e dalla Basilicata, ricopre un’area di circa 192 mila ettari.
Fu istituito nel 1988 e prende il nome dall’omonimo massiccio montuoso, situato nel cuore del Parco. Nel 2015 l’UNESCO lo inserì tra i siti patrimonio dell’umanità. Scelto per la biodiversità della flora e fauna locali, per gli incontrastati paesaggi visibili dai monti di oltre 2000 metri e per l’opportunità di vedere le coste dei due mari, il mar Tirreno e lo Jonio, che bagnano le regioni ospitanti.
La natura è attentamente tutelata dalla “contaminazione dell’uomo” affinché venga preservata da qualsiasi gesto violento nei confronti del territorio.

Escursioni nel  Parco nazionale del Pollino

Le escursioni all’interno del Parco, riservano affascinanti sensazioni: l’area fresca e incontaminata trasporta in un luogo lontano dalla routine cittadina.
La vastità del territorio conserva un mix grandioso di culture.
Molti fiumi e fiumiciattoli accompagnano le visite. Il Fiume Battendiero, ad esempio, è un corso d’acqua poco conosciuto, ma molto interessante.
Nel Parco del Pollino sono presenti, inoltre, numerosi e interessanti fossili. In proposito il segretario del Consiglio Nazionale dei Geologi, Arcangelo Francesco Violo, dichiarò che “i geo-siti godono di un alto valore scientifico e culturale in quanto offrono la possibilità di vedere con estrema nitidezza i fenomeni geologici e i loro prodotti”.

Una particolarità è la Grotta del Romito, “monumento della preistoria”, la cui scoperta è avvenuta nel 1961 a 14 km dal comune di Papasidero (Cs). Questo rinvenimento fu importante perché diede la possibilità di ripercorrere le tappe preistoriche della Calabria settentrionale e dimostrò che questa regione era già abitata più di 20.000 anni fa.

Durante le stagioni più torride o le più fredde uno sguardo al panorama è sempre consigliato. Puntualmente, infatti, vengono organizzate bellissime passeggiate, molto suggestive, per gli ampi spazi che corrono verso l’infinito.  Parco nazionale del Pollino

Anche la flora è molto tutelata, in particolar modo per la presenza del pino loricato (Pinus heldreichii), specie rarissima in Italia, presente solo in altre catene montagnose, le balcaniche e quelle greche.

La tappa al Parco nazionale del Pollino è obbligatoria per gli amanti della Natura incontaminata e dei paesaggi selvaggi.

Buon viaggio con WhereApp

 

 

Magna Via Francigena, cammino in Sicilia

La Magna Via Francigena: un viaggio nella Sicilia Occidentale

In Sicilia, dopo secoli di abbandono, è stata recuperata la Magna Via Francigena, “un cammino attraverso la storia”.

Le vie francigene prendono il nome dai percorsi di origine normanna. Erano vie di passaggio, di transito, che univano l’Occidente con l’Oriente. Oggi, la Magna Via Francigena è un percorso di circa 160 km, intorno ai 20-25 km per tappa.
Le strade, percorribili a piedi o in bici, sono piccoli sentieri o strade provinciali, non molto frequentate, in cui è possibile incontrare vie in terra battuta o ciottolati che regalano affascinanti scoperte della Sicilia occidentale.

Un lavoro di recupero certosino sviluppato con il supporto dell’associazione ‘Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia’, sostenuto dal ‘Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo’ e dall’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia.

Il cammino sarà inaugurato il 18 Giugno, data in cui escursionisti, amanti del trekking e curiosi si incontreranno presso la prima tappa palermitana, nel cuore del capoluogo siciliano.

Le tappe del cammino

Un itinerario che permette di riscoprire il segno che le culture, in particolare quella Normanna, hanno lasciato in quelle zone. Documenti e tracce archeologiche emersi nel tempo e divenuti oggetto di studio da parte del mondo accademico.
L’itinerario si estende tra le province di Agrigento, Palermo e Caltanissetta.
Il percorso tra campi, strade cittadine e lungo le rive dei fiumi ricchi di storia, si conclude lungo l’emozionate Valle dei Templi, nell’agrigentino.

Un viaggio contemporaneo nella storia di epoche diverse, dal Tirreno al Mediterraneo.

La Magna Via Francigena ospita tutti

Il percorso è adatto a tutti. Uniti da un comune denominatore: il “viaggio”, nelle sue più antiche connotazioni di scoperta di turisti a piedi e in cerca di emozioni. Trekker che seguono un tracciato organizzato, sportivi, etnologi, collezionisti di pietre antiche, appassionati di chiese romaniche e chiunque voglia emozionarsi a piedi.
Ne è testimone, l’ampia offerta turistica che si presta alle esigenze di tutti i viaggiatori: dal backpacker, ai gruppi scout fino agli hotel con tutti i comfort, per chi non vuole rinunciare ai servizi e alle comodità.

El sello de certificación Valle-dei-Templi,Agrigento. Ultima tappa della Magna Via Francigena

Sulla scia dei pellegrini del Camino de Santiago e degli antichi viaggiatori, alla fine del percorso, per certificare le tappe raggiunte sarà consegnato un “passaporto di viandanza” all’interno del quale verranno riportati i timbri.

Lasceremo la curiosità a tutti coloro che, come noi, avranno voglia di percorre quelle vie conosciute in un mondo antico, percorsi che arrecheranno il profumo di una scoperta, esteriore e interiore!

Buon viaggio con WhereApp

Il cammino della Magna Via Francigena su WhereApp

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Arcipelago della Maddalena in Sardegna

L’arcipelago della Maddalena

Vi vogliamo portare in Sardegna presso l’arcipelago della Maddalena (o di La Maddalena).

Si trova lungo la costa nord-settentrionale, al largo della Costa Smeralda. E’ composto da 62 tra isolotti e isole di natura granitica e scistosa.

L’Arcipelago della Maddalena è stato dichiarato Parco Nazionale nel 1994, è il primo parco nazionale della Sardegna e l’unico in Italia costituito da tutto il territorio di un solo comune.

Le isole maggiori sono 7: La Maddalena, Caprera, Budelli, Santo Stefano, Santa Maria, Spargi e Razzoli e costituiscono un vero e proprio paradiso marino con oltre 180 chilometri di coste bagnate da un mare particolarmente cristallino e trasparente.

Le spiagge dell’arcipelago della Maddalena

L’arcipelago è famoso per la sua estrema bellezza e gli isolotti spesso custodiscono storie affascinanti.
Si narra che Caprera (in foto) sia diventata famosa per aver accolto Garibaldi durante il suo esilio, testimone la casa in cui alloggiava, ormai diventata ‘casa museo’ aperta al pubblico.

Sull’isola di Spargi, la Cala Corsar’Isola è caratterizzata da una spiaggia bianca e finissima che favorisce il colore cristallino delle acque.

L’isola di Budelli, invece, è famosa per la sua “Spiaggia Rosa” che prende nome dal caratteristico colore rosa della sabbia, causato dallo sbriciolamento dei gusci di animali marini.

Bandiere blu per l’arcipelago della Maddalena

Anche quest’anno La Maddalena e Caprera si portano a casa 8 bandiere blu, 7 spiagge: Bassa Trinità, Monti D’A Rena, Tegge, Due Mari, Relitto, Spalmatore, Porto Lungo e un approdo turistico: Cala Gavetta.

Tutte le bandiere blu del 2017

Bandiere blu 2017

Le bandiere blu sono riconoscimenti annuali assegnati dalla FEE Foundation for Environmental Education, una ong danese. Le località costiere che raggiungono i criteri di qualità inerenti alle acque e ai servizi offerti, ottengono la bandiera.
Ogni anno, dal 1987, in funzione ai criteri del FEE, vengono assegnati i riconoscimenti in 48 Nazioni del mondo: Europa, Sudafrica, Nuova Zelanda, Canada e nei Caraibi.

La bandiera blu viene consegnata per due meriti:

  • bandiera blu delle spiagge: verifica la qualità delle acque e dei lidi,
  • bandiera blu degli approdi turistici certifica la “pulizia delle acque adiacenti ai porti e l’assenza di scarichi fognari”.

Le spiagge devono essere accessibili per un’ispezione non annunciata da parte della FEE. Successivamente una giuria nazionale indice i premi dopo l’approvazione di un board internazionale attraverso un processo indicato nel protocollo Uni-En Iso 9001-2008.

I criteri di assegnazione sono periodicamente aggiornati per stimolare le amministrazioni al miglioramento continuo.

Per conoscere i 32 criteri utilizzati dal Feed per l’assegnazione della bandiera, clicca qui.

Le bandiere blu del 2017

Quest’anno, durante la 30° edizione, le spiagge premiate in Italia sono aumentate: ben 342 le località che si sono aggiudicate la bandiera.

In totale, 163 Comuni e 67 approdi turistici sulla base dei 32 criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio (dalla depurazione delle acque alla gestione dei rifiuti, dalle piste ciclabili agli spazi verdi, ai servizi degli stabilimenti balneari).

13 nuove entrate e 2 uscite. Entrano, tra le altre, Roseto degli abruzzi e Giulianova (Abruzzo), Sapri (Campania), Camogli e Benassola (Liguria), Soverato e Roseto Capo Spulico (Calabria), Santa Teresa di Riva (Sicilia).

Escono Cattolica (Emilia Romagna) e Petacciato (Molise).
La Liguria detiene il posto di regione più virtuosa, con 27 località, seguita dalla Toscana, con 19 località, e dalle Marche con 17 comuni.Bandiere blu

La Campania, questa volta, raggiunge 15 bandiere con il nuovo ingresso di Sapri.

Sorprendenti i premi per la Sardegna e la Puglia che detengono ancora solo 11 spiagge. La Sicilia aumenta, invece, di una bandiera passando da 6 a 7.

Il Trentino, infine, raddoppia da 5 a 10 laghi premiati per la qualità delle sue acque.

Per conoscere tutte le località con il Mare più pulito, clicca qui.

 

benefici del sorriso

I benefici del sorriso

Conosci tutti i ‘benefici del sorriso’?
Secondo Patch Adams, famoso medico statunitense, padre della clownterapia, “la salute si basa sulla felicità”: una mix vincente per il miglioramento fisico e psichico.

Tutti i benefici del sorriso

Alcuni esperti affermano che il sorriso rappresenti benefici notevoli. Alla respirazione, ossigenazione, circolazione e riduca notevolmente lo stress e gli stati ansiogeni.
Mantiene il cervello allenato, contrasta la depressione e contribuisce alla salute del sistema immunitario. Infine, migliora il rapporto con gli altri e con se stessi, contribuendo a favorire le relazioni a livello privato e lavorativo.

Il sorriso a lavoro

Basti pensare che gli studiosi della St. Edwards University di Austin, in Texas, conducendo uno studio su 2500 impiegati, hanno scoperto che l’81% si dichiara maggiormente produttivo se inserito in un contesto lavorativo dove regna il buonumore. Uno studio della Mayo Foundation for Medical Education and Research, ha rivelato che ridere riduce drasticamente gli ormoni dello stress: il cortisolo del 39%, l’epinefrina del 70% e la dopamina del 38%. Allo stesso modo un’indagine della Loma Linda University, in California, ha evidenziato come, alla vista di un video comico, le beta-endorfine, che alleviano la depressione, aumentino del 27%.
Sono molti i benefici: la risata riduce lo stress, aiuta sul lavoro favorendo la relazione con i colleghi, il lavoro di gruppo, la leadership e le capacità di problem solving, rafforza le relazioni interpersonali ma stimola anche il sistema immunitario: numerosi studi hanno dimostrato che le emozioni positive favoriscono la produzione di una cascata di reazioni tale da attivare il sistema immunitario ed in particolare i linfociti killer. Inoltre fa rilasciare endorfine, conosciuti come gli “ormoni della felicità”.

Le origini della giornata della risata

Lo studio sull’importanza del sorriso ha origini molto lontane, basti pensare ad Ippocrate il quale sosteneva che: “Il buonumore equivale a un elisir di lunga vita”;

La paternità della terapia del sorriso viene ricondotta al giornalista scientifico Norman Cousin. Il giornalista sperimentò per primo su di sé tutti gli effetti terapeutici della risata e il suo potenziale nella guarigione.

La prima giornata mondiale della risata è stata celebrata l’11 Gennaio 1988 in India, da Madan Kataria, fondatore del movimento internazionale dello Yoga della risata. Secondo Kataria, la risata è un’emozione positiva e potente che contiene gli elementi necessari affinché gli uomini possano avere il pieno controllo di se stessi e possano cambiare il mondo.