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Archivio mensile giugno 2017

Le Dolomiti Bellunesi: tra natura e sport

Le Dolomiti, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 2009, si trovano nella parte superiore del Veneto. Situate in una zona che comprende i maggiori gruppi dolomitici: le Tre Cime di Lavaredo, il Civetta, la Maiozza, la Marmolada, le Tofane, il Sorapis e la Corda Rossa d’Ampezzo.

Il Turismo nelle Dolomiti

Negli ultimi anni le Dolomiti sono diventate la scelta ideale per chi vuole scappare dal caos della città e immergersi nella natura incontaminata. Mete più ambite per gli appassionati di montagna sono:

  • Cortina d’Ampezzo, soprannominata la “regina delle Dolomiti”. Il più grande e famoso dei 18 comuni che formano la Ladinia (cioè regione alpina dolomitica). Cortina è rinomata anche per essere teatro di importanti eventi sportivi internazionali legati alla montagna e agli sport invernali.
  • Belluno, nota anche come “la piccola Venezia delle montagne”. La provincia delle Dolomiti per eccellenza, in quanto qui si trovano i maggiori gruppi dolomitici. Inoltre Belluno secondo l’indagine annuale de “Il Sole 24 Ore” si è classificata al quarto posto fra le provincie italiane per la qualità della vita nel 2016.

Nella bella stagione lo spettacolo offerto è unico. Si sviluppano, infatti, un’esplosione di colori e vitalità, uno scenario unico e rilassante che risveglia la voglia di vivere all’aria aperta.

Lo sport in vacanza

Paradiso degli sportivi, sono così definite le Dolomiti in estate. Dal trekking all’alpinismo, dall’equitazione alla mountain bike. Fino alle tranquille passeggiate in mezzo alla natura, le alternative per gli sportivi sono moltissime.

Per gli appassionati dell’alta quota molte sono le “sfide” da poter affrontare con i giganti che hanno segnato la storia dell’alpinismo mondiale. Tra tutti: Tre Cime di Lavaredo, Cinque Torri, Pelmo, Antelao.

Esperienza immancabile sono le otto Alte Vie delle Dolomiti, itinerari panoramici mozzafiato ad un passo dalle nuvole. Ancora il wind surf nel lago di Santa Croce, meta degli appassionati di tutta Europa e gli sport estremi come il rafting, il parapendio e il volo a vela.

Per chi ama perdersi tra sentieri e natura da non perdere sono le escursioni nei parchi, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti D’Ampezzo. Inoltre famosi sono i passi dolomitici che collegano Belluno alle altre regioni. Il Passo Pordoi, il Sella, il Fedaia, il S. Pellegrino sono alcuni dei valichi più belli delle Dolomiti da percorrere in bici o in moto.

Preferisci passare un’estate tra mare cristallino e spiagge bianche? Scopri l’Isola d’Elba!

 

Giornata internazionale dello Yoga

Il 21 giugno è la Giornata Internazionale dello Yoga. Istituita in questo giorno perché secondo la tradizione il 21 giugno è Dakshinayana”, cioè una porta che si apre sulla seconda metà dell’anno considerata ideale per purificare il corpo.

Le origini dello Yoga

Le sue origini sono antichissime, le prime tracce risalgono tra il 3000 e il 1800 a.C. nella vale dell’Indo. Negli scavi svolti in queste zone sono, infatti, state ritrovate statuette e raffigurazioni sedute in posizioni yoga. Questo dimostra come probabilmente questa disciplina fosse già conosciuta e praticata. Ad oggi quando si parla di yoga si va ad indicare un vasto insieme di concezioni. Nonostante le sue origini siano nella tradizione indiana nel tempo ha attraversato i confini dell’India, integrandosi in diverse culture.

Lo yoga oggi è diventato un vero e proprio stile di vita. Nel mondo ci sono milioni di praticanti e viene usato come rimedio per ridurre ansia e stress, migliorando così la pace interiore.

Oltre alle classiche scelte tra mare, montagna e campagna oggi anche lo yoga è diventato una vera e propria “meta” per le vacanze. Secondo l‘International Travel Survey di momondo, infatti, il 24% degli italiani sceglie una vacanza rilassante in luoghi come spa o centri Yoga.

Perché è stato scelto il 21 giugno?

La scelta del giorno per celebrare questa antica dottrina è ricaduta sul 21 giugno perché secondo le credenze dello yoga proprio in questa data il dio Shiva iniziò a trasmettere i suoi insegnamenti come Guru. Il 21 giugno inoltre è anche il solstizio d’estate, cioè il giorno dell’anno in cui il sole raggiunge il punto più alto rispetto all’orizzonte e la giornata con più ore di luce solare. Idealmente il solstizio d’estate rappresenta la vittoria della luce sull’oscurità. Il “saluto al sole” proprio per questo è una delle posizioni più antiche.

Fare yoga fa bene a mente e corpo

Se praticato con costanza lo yoga riesce a cambiare veramente il rapporto con il proprio corpo perché agisce su due livelli:

  • Fisico: l’allungamento dei muscoli che si fa quando si esercita la disciplina abbinato alla respirazione favorisce l’ossigenazione del copro. Questo facilita l’eliminazione delle tossine.
  • Mentale: mentre si pratica lo yoga è necessaria massima attenzione per ricreare tutte le posizioni in modo corretto, questo fa si che si innalzi il livello di concentrazione e ciò determina un aumento della consapevolezza della propria mente. Questo fattore è molto importante per contrastare gli effetti dello stress.

Tramite lo yoga si impara ad essere concentrati e presenti in ogni situazione e questo genera consapevolezza. La consapevolezza è il principale antidoto allo stress e all’ansia perché va a toccare la nostra sfera emozionale e la nostra capacità di gestirla.

I 10 benefici dello Yoga

  1. Disintossica l’organismo.
  2. Riduce ansia e crisi di panico.
  3. Aiuta a combattere l’insonnia.
  4. Favorisce una migliore circolazione del sangue.
  5. Aiuta a mantenere il corpo sano, elastico e resistente.
  6. Aumenta la concentrazione.
  7. Grazie alle sue posizioni aiuta a sconfiggere il mal di schiena.
  8. Aiuta a rilassare la mente.
  9. Aumenta la qualità del respiro.
  10. Fa bene in gravidanza.

 

 

cascate della valle d'Aosta

Le cascate della valle d’Aosta

Durante la stagione estiva o le giornate più fresche sarà indimenticabile visitare le cascate della valle d’Aosta. Dopo una passeggiata, lo stupore è assicurato. Se non ti piace il mass tourism, le cascate della Valle d’Aosta saranno perfette.

Le più belle cascate della valle d’Aosta

    • 1. Le cascate di Lillaz

      Si formano grazie al torrente Urtier che incontra alcuni salti rocciosi e, scavando sul terreno, crea delle bellissime cascate.
      Si trovano molto vicine alla Valle di Cogne, presso la località omonima. Molto frequentata nel periodo estivo. Di inverno, invece, il panorama si trasforma in un bellissimo paesaggio ghiacciato.
      Il percorso in salita è su un sentiero. Adatto ai bambini anche se rigorosamente con tenuta da trekking perché il terreno si presenta a tratti scivoloso. Il ritorno, invece, è su una strada asfaltata a traffico chiuso.
      Seguendo le indicazioni per le cascate, si comincia attraversando il torrente Urtier e si sorpassa il villaggio.
      Si incontrano due salti d’acqua in cui l’Urtier si getta in una conca profonda. Continuando si giunge ad una cascata di medie dimensioni fino ad arrivare su un ponte in legno, dal quale si gode di un’insolita vista dall’alto proprio sul salto intermedio. Giunti nel punto più alto, dopo aver superato il ponte, si può contemplare la terza cascata, la più spettacolare.

  • 2. Le 3 cascate del Rutor

  • Tra le più impressionanti della Valle d’Aosta si trovano le tre cascate ruterine, generate dall’omonimo torrente.
  • Si percorre un sentiero che attraversa boschi di conifere e accompagna dopo poco più di un’ora a La Joux, la prima cascata creata dal torrente, di circa 1700 metri. Dopo altri 3 km, ci si imbatte in La Thuile e infine nella terza cascata, di circa 2000 metri. Ammirabile anche dal ponte che sovrasta la cascata che permette di osservare il bellissimo paesaggio dall’alto.
  • 3. Cascata dell’orrido

    Con il termine Orrido si intende una gola stretta e profonda scavata dalle acque di fiumi o torrenti che possono formare anfratti, cascate e grotte. Cascate della Valle d'Aosta
    La cascata dell’orrido in Valle d’Aosta si trova a Prè-Saint Didier, in cui una passerella sospesa costeggia per un breve tratto il torrente.
    Si tratta di una nuovissima struttura in cemento e acciaio, sospesa a 160 metri di altezza che favorisce una splendida vista del Monte Bianco.
    L’itinerario turistico è molto facile e adatto a tutti.

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Cinque terre

Un viaggio all’interno delle cinque terre

Le cinque terre sono uno dei paesaggi più suggestivi di tutta la penisola italiana. Dal 1997 inseriti tra i patrimoni culturali dell’UNESCO per il suo incredibile valore culturale e paesaggistico.

The Ligurian coast between Cinque Terre and Portovenere is a cultural landscape of great scenic and cultural value. The layout and disposition of the small towns and the shaping of the surrounding landscape, overcoming the disadvantages of a steep, uneven terrain, encapsulate the continuous history of human settlement in this region over the past millennium“.
Un tratto di costa frastagliato situato lungo la riviera ligure di levante, nel territorio della provincia di la Spezia. Comprende cinque borghi, anticamente chiamati ‘terre’ dalle quali deriva il nome.
Ciò che rende unico questo tratto di terra è la perfetta simbiosi tra le costruzioni dell’uomo e le bellezze naturali. La presenza della catena montuosa adiacente alla costa, sfiora gli 800 metri. E, le spiagge sono molto ripidi e scoscesi, ricche di baie e insenature che rendono ancora più suggestivo il paesaggio.
Nel 1999, con lo scopo di tutelare gli ambienti marini e la biodiversità, sono stati istituiti il Parco Nazionale e l’Area Marina Protetta, per preservare alcune specie animali e vegetali non comuni nel resto del Mediterraneo.

Le cinque terre

Monterosso

Monterosso al mare, il paese più popoloso, ancora oggi conserva una forte cultura marinara. Famoso anche per il castello a strapiombo sul mare, il castello dei Fieschi di Monterosso, vittima di diversi cambiamenti e stravolgimenti storici. Mantiene ancora oggi tre torri rotonde e la Torre Aurora, l’unica rimasta intatta delle 13 torri di un tempo.
Anche il litorale, in parte sabbioso l’altra roccioso, regala fantastiche sensazioni. Tra le spiagge più famose, la moderna Fegina compare tra le spiagge più sexy del mondo in una classifica di Forbes. Meta amata, anche, da Montale per le sue vacanze estive.

Vernazza

Un borgo medievale con atmosfere storiche e pittoresche che conserva altrettanto intatta la sua lunga tradizione marinara. Custodisce un porticciolo spalleggiato dalle piccole case dei pescatori, consigliabile vederlo entrando in città da una barca. Raccomandato anche un luogo piuttosto mistico e al contempo fresco: il Santuario di Nostra Signora di Reggio. Il cammino al santuario restituisce un’avventurosa esperienza senza dubbio indimenticabile.

Corniglia

Corniglia è l’unico borgo quasi inaccessibile dal mare poiché si trova sulla cima di un promontorio. Di origine romana, si può raggiungere percorrendo la strada che lo collega alla stazione ferroviaria. Oppure, più tradizionalmente, attraversando una suggestiva scalinata, chiamata Lardarina, composta da 382 gradini.

Manarola

C’è chi ama chiamarlo ‘il regno degli ulivi e vitigni’, è un caratteristico borgo esposto su un piccolo propizio montuoso che scende, lungo la costiera, su una stupefacente vista del mare.

All’entrata, perfettamente in sintonia con il panorama, c’è la ruota di un vecchio mulino o frantoio, da poco rinnovata dal Parco Nazionale. Oltre al panorama mozzafiato, immancabile sarà la sosta a Groppo: un piccolo centro abitato famoso per le sue case vinicole.

Riomaggiore

Riomaggiore è un paese timido, che si lascia scoprire poco alla volta, rivelando gradualmente allo sguardo il Castello sul colle di Cerricò, che offre un bellissimo panorama sul mare.

La via dell’Amore

La via dell’Amore è un sentiero panoramico, scavato nella roccia, che unisce Riomaggiore a Manarola. Purtroppo però, è rimasto inagibile dal 2012, dopo che una frana cadde su alcuni turisti e ferì due donne.
Dal 2015 ne è stato riaperto un piccolo tratto. Il 30 Maggio finalmente è stato dato il via libera alla progettazione per il suo ripristino.

Le cinque terre nel New York Times 

“Cinque paesini abbarbicati fra mare e colline stanno salvando un’“arte” che rischia di andare perduta, quella dei “terrazzamenti”.

Leggi anche Grotta della poesia: un tuffo nelle acque cristalline e misteriose del Salento

Lago Maggiore

Lago Maggiore: alla scoperta delle sue meraviglie

Il lago Maggiore è condiviso tra la Svizzera, Canton Ticino, e l’Italia, da Piemonte e Lombardia. E’ uno dei laghi più grandi d’Italia, con una superficie di 212 km², successivo solo al Lago di Garda.
Di origine glaciale, ne sono testimoni la disposizione delle colline e la conseguente forma a V delle valli fluviali.
Alcuni reperti storici indicano che, inizialmente, le coste furono popolate da parecchi gruppi nomadi, che utilizzavano il territorio per cacciare. E, lentamente, dai Celti ai Galli, dai Barbari ai Romani fino alle casate nobiliari come quella degli Sforza e dei Borromeo.
Famiglie che hanno lasciato in modo evidente la loro presenza lungo le coste lacustre. Anche molti scrittori hanno amato il suo paesaggio naturalistico, nomi come Hemingway o Charles Dickens, sono solo alcuni esempi.

Nel lago Maggiore sono presenti molte isole, alcune delle quali molto piccole, divise tra le 8 del Piemonte, 2 della Svizzera e una della Lombardia. Grazie alla presenza nobiliare, è decorato da una moltitudine di affascinanti ville. Ne è un esempio, la Villa Taranto.

L’sola Bella nel Lago Maggiore

L’isola bella è raggiungibile in battello o motoscafo da Stresa, Verbania, Bavero e Arona. Si trova a circa 400 metri al largo di Stresa nel golfo di cui la nobile famiglia Borromeo ne ha la proprietà. L’isola è una vera e propria perla naturale in cui il tocco dell’uomo ha esaltato la sua preziosità. Misura 320 metri di lunghezza e 180 di larghezza. E’ ricoperta in buona parte da un bellissimo giardino all’italiana del palazzo Borromeo. Disposto su dieci terrazze discendenti, in cui è possibile ammirare molti fiori e piante esotiche e rare. Alcuni lo hanno definito cornice di un “Teatro che chiude il sovrapporsi delle terrazze”.

La statua del Liocorno è la più importante, simbolo dei Borromeo, ai cui lati, si trovano le statue della Natura e dell’Arte. All’interno del giardino, per rinfrescare i colori e dare armonia e luce allo stesso, ci sono alcune fontane abbellite da statue risalenti alla seconda metà del ‘600. 

La Villa Taranto e i suoi Giardini Botanici

I giardini botanici di Villa Taranto sono una delle mete obbligate per un viaggio in Piemonte. Si caratterizzano per lo stile inglese, perfettamente in sintonia con un tocco di stile “italiano” di alcune statue.
Lungo 16 ettari e arricchito da 20.000 specie di piante e fiori provenienti da ogni parte del mondo. Viene considerato tra i 18 giardini più straordinari al mondo, famoso anche per gli splendidi colori dei fiori che li popolano.
La Victoria Cruziana, ad esempio, è un fiore che muore nel giro di 24 ore, vederlo sbocciare è una grande esperienza.
I periodi di maggiore attività vegetative sono da Giugno a Luglio e i magnifici fiori si aprono nel tardo pomeriggio. I petali da bianchi e profumati si trasformano, nel giro di poche ore, in rosa e infine in rosso intenso. Questo fenomeno è poeticamente definito “febbre d’amore“.

Spiaggia di Cannobio

Anche le rive sono splendide, in particolare quelle lungo la spiaggia di Cannobio. Conosciute come la Spiaggia del Vento, molto frequentata dagli amanti degli sport a vela.
Durante le giornate particolarmente afose, sono consigliate anche per il refrigerio di uno splendido parco alle spalle della riva. 

All’insegna della scoperta dei luoghi più affascinanti del Piemonte, è significativa una frase di Alessandro Baricco, del romanzo breve ‘Seta’.

“Ogni tanto, nelle giornate di vento, scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, GIACCHÉ, disegnato SULL’ACQUA, gli pareva di vedere l’inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita”.

L’Italia è un Paese meraviglioso da nord a sud!

Riviera Romagnola

Riviera Romagnola: un’estate all’insegna del divertimento

Se il vostro ideale di vacanza non comprende solo spiagge bianchissime, mare cristallino e calma totale, la Riviera Romagnola è il luogo giusto per voi.

Da sempre parlare della Riviera equivale a dire “divertimento”. Numerose attività di tutti i generi e per tutte le età. Dai parchi a tema, alle feste in spiaggia, agli innumerevoli locali. E, ancora, eventi, concerti, spettacoli e intrattenimento per bambini e adulti.

Nello specifico, la Riviera Romagnola

Un tratto di costa marina che si affaccia sul Mar Adriatico lungo oltre 90 km. Il litorale attraversa la provincia di Ravenna, la provincia di ForlìCesena, la provincia di Rimini e termina all’inizio della provincia di Pesaro-Urbino.

Nel tempo la vita lungo la costa è stata resa famosa da film come Amarcord di Federico Fellini e “Abronzatissimi” di Bruno Gaburro. Ancora oggi la Riviera mantiene alta la sua reputazione di meta ambita da chi in estate vuole concedere ampio spazio allo svago e al divertimento.

Tanti sono i luoghi da poter visitare, tra tutti i centri più importanti sono: Ravenna, Cervia, Milano Marittima, Cesenatico, Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica.

Cosa fare?

Tante sono le opportunità offerte, dal divertimento per bambini e famiglie allo sport, dagli eventi culturali ai concerti e spettacoli.

Escursioni

Per gli amanti delle escursioni si trovano panorami suggestivi e percorsi naturali che vanno dalle spiagge alle colline fino alle pinete. E poi ancora i borghi con i castelli nell’entroterra.

Per chi ama le passeggiate nella natura è possibile attraversare il Parco naturale di Cervia e le sue saline, emozionanti per il birdwatching e l’avvistamento dei fenicotteri.

Sport

Per chi ama andare in bicicletta la Romagna è la meta giusta. È possibile, infatti, percorrerla tramite diversi itinerari di varie difficoltà passando dal mare alle colline. Oltre al ciclismo molti sono gli sport praticabili sulle spiagge della Riviera. Molte volte vengono organizzati veri e propri tornei. Come per esempio il torneo Kiklos Sand Volley (Bellaria), o il Paganello, torneo internazionale di frisbee e freestyle sulla spiaggia di Rimini.

Parchi a tema

È quasi impossibile parlare della Riviera Romagnola e non nominare i suoi numerosi parchi divertimento. I parchi a tema della riviera sono pensati per tutte le età dai più piccoli fino ai più grandi. Il più famoso fra tutti è senza dubbio quello di Mirabilandia, che d’estate diventa anche un parco acquatico. Ci sono però anche parchi più avventurosi, con percorsi acrobatici, come nella pineta di Cervia. Indimenticabile, infine, la visita presso l’Italia in miniatura.

Divertimento

La Riviera Romagnola è da sempre sinonimo di svago e divertimento. Spettacoli di animazione in spiaggia, feste e giochi si susseguono durante tutta l’estate. Anche in questo caso c’è una grande varietà di eventi per bambini e adulti.

Per i bambini e le famiglie uno degli eventi più importante della stagione è la Notte Rosa dei Bambini a Bellaria: un grande parco giochi sotto le stelle.

Per i più grandi invece il divertimento è assicurato: gli stabilimenti balneari si trasformano, la sera, in discoteche a cielo aperto.
Anche per i più grandi si tiene la Notte Rosa, conosciuta come Capodanno estivo.

Notte Rosa

La Notte Rosa, arrivata con successo alla dodicesima edizione, quest’anno avrà inizio dal tramonto del 7 Luglio. Il colore rosa è stato scelto perché simbolo della Riviera, vista come luogo d’incontro, ospitalità e sentimenti.
Considerata la più grande festa estiva durante la quale tutto si tinge di rosa. e molti locali estivi fanno coincidere l’apertura con la fantastica notte rosa.
Dal tramonto fino all’alba, tutto si riempe di luci, suoni, spettacoli, performance teatrali e magiche scenografie.
Ogni località della Riviera interpreta il tema a modo suo per renderlo creativo ed unico. 

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Civita di Bagnoregio, dove il tempo si è fermato

Civita è una frazione del comune di Bagnoregio, un piccolissimo centro dove il tempo sembra essersi fermato.

Civita: la città che muore

Bonaventura Tecchi, in periodo non sospetto aveva denominato Civita la “Città che muore”. Un destino, forse già scritto considerando che ad oggi il colle tufaceo in cui sorge è minato alla base, sia dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti, sia dalle piogge e dal vento. Per anni Civita è stata considerata quasi un borgo fantasma. Oggi è collegata alla sorella Bagnoregio da un sottilissimo e lunghissimo ponte. Civita è accessibile solo a piedi.  La “Città che muore” è divenuta con il tempo un vero e proprio interesse turistico. Sono molti, infatti, i turisti che la visitano da tutto il mondo. Grazie all’alto afflusso di turisti, anche stranieri, che portano vitalità nell’antico borgo Civita si sta piano piano “risvegliando”. Sono tanti gli spunti d’interesse dell’antico borgo.

Panorami meravigliosi e bellezza del paesaggio sono certamente i punti di forza di Civita, ma a colpire maggiormente è l’atmosfera che si respira del borgo. Civita di Bagnoregio appare quasi come un museo. Un luogo dove il tempo si è fermato. Per questo Civita viene definita come un villaggio tardo-medievale rimasto immutato nel tempo, unico nel suo genere in Italia.

Il borgo è iscritto all’associazione de I borghi più belli d’Italia. Per la sua atmosfera suggestiva è stato più volte utilizzato come set cinematografico. Inoltre quest’anno Civita di Bagnoregio è stata candidata a Patrimonio Unesco.

Se ci si trova in vacanza vicino Civita di Bagnoregio e si vuole dedicare un po’ di tempo al relax si può andare nella vicina Viterbo, divenuta famosa per le sue Terme.

Le Terme dei Papi 

Perché vengo chiamate così?

Le Terme sono così chiamate perché in epoca medievale furono una meta privilegiata di molti pontefici. A partire dal 1235 con Papa Gregorio IX le Terme divennero meta papale. Solo con l’intervento del terzo pontefice, però, le terme presero il nome “dei Papi”. Papa Niccolò V nel 1450 fece costruire uno splendido palazzo, in modo da potervi soggiornare in caso di necessità. La costruzione venne chiamata “Bagno dei Papi”.

Artisti, poeti e le Terme

Artisti e poeti nel tempo hanno lasciato testimonianze sulle Terme dei Papi, fra tutti Dante e Michelangelo. Dante Alighieri ricorda più volte il Bullicame, sorgente di acqua sulfurea calda, che si trova appena fuori Viterbo. In particolare nel XIV canto dell’Inferno: “Quale del Bulicame esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici tal per la rena giù sen giva quello …”. Michelangelo Buonarroti, invece, rimase talmente tanto colpito dalla bellezza delle Terme che fece due disegni a penna. Attualmente i disegni  si trovano presso il Museo di Vicar de Lille in Francia.

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Umbria: tra paesaggi incontaminati e antichi borghi

Se volete passare un’estate tra paesaggi incontaminati, antichi borghi e natura l’Umbria è la meta ideale.

L’Umbria può essere definita una regione incantata. Una terra fatta di colline, monti e valli che nasce nel cuore dello stivale. Una regione affascinante anche perché ha dato i natali a numerosi Santi tra cui San Francesco, Santa Chiara, Santa Rita da Cascia e San Valentino.

Da sempre l’arte e la religione sono state le caratteristiche principali dell’Umbria. Ad oggi si distingue per i suoi festival musicali e culturali importanti anche a livello internazionale, per la sua tradizione eno-gastronomica e per le sue bellezze naturali.

Quali sono i luoghi da non perdere in Umbria?

Spello

Spello è senza dubbio uno tra i più bei borghi d’Italia. In epoca romana gli era stato attribuito il nome Hispellum, una realtà gradita a Caio Giulio Cesare, che l’aveva soprannominata “Splendidissima Colonia Julia”. Oggi Spello conserva ancora parzialmente le Mura Romane che si fregiano in tre porte: Porta Urbica, Porta Consolare e Porta Venere. Merita sicuramente una visita la Casa romana del I secolo d.C., rimasta nascosta fino al 1885. Certamente una delle cose da fare a Spello è perdersi tra i suoi vicoli e tra suoi balconcini pieni di fiori. Passeggiare tra le vie di Spello equivale a una ventata d’aria fresca. Ogni anno si svolgono le tradizionali “infiorate di Spello”. Una manifestazione in cui sono realizzati tappeti e quadri fatti di petali di fiori che assomigliano a vere e proprie opere d’arte.

Spoleto

A Spoleto si incrocia l’epoca romana con quella medievale. Il borgo non è conosciuto solo per i suoi innumerevoli scorci storici da visitare. Uno fra tutti il Ponte delle Torri, impressionante per la sua altezza e maestosità, ma anche per le kermesse che ravvivano la cittadina con cultura e musica. L’evento più importante è il Festival dei Due Mondi, un tripudio di spettacoli teatrali, operistici, concerti e danza che anima l’estate del borgo. Il primo Spoleto Festival, o Festival dei Due Mondi, venne organizzato nel 1958. Oggi il Festival dura 17 giorni, ha inizio sempre nell’ultimo venerdì di giugno. Durante questo periodo potrete assistere a balli, opere liriche, pittura, conferenze, concerti, spettacoli teatrali, musica sacra ed eventi dedicati al mondo contemporaneo. Il Festival da la possibilità ogni anno di far conoscere le antiche tradizioni dell’Umbria

Valnerina e La Cascata delle Marmore

La Valnerina, la lunga valle scavata dal fiume Nera, è considerata uno dei “polmoni verdi” più incantevoli d’Italia. Borghi medievali, natura incontaminata e paesaggi verdeggianti sono ciò che la caratterizzano. L’attrazione più importante che caratterizza la Valnerina è sicuramente la Cascata delle Marmore.

La Cascata delle Marmore è una cascata a flusso controllato tra le più alte d’Europa. Il nome deriva dai sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce che sembrano marmo bianco. Una caratteristica della cascata è che le sue acque solo utilizzate per la produzione di energia idroelettrica. La cascata non è sempre aperta a pieno regime. Quando è aperta a flusso minimo si scoprono le rocce e la vegetazione sottostante. L’acqua con il tempo ha scavato delle grotte con stalattiti e stalagmiti nel travertino. Alcune di queste grotte sono visitabili e non sono ancora molto conosciute.

Per gli appassionati che si trovano in zona non potrà sicuramente mancare una tappa a Norcia o a Trevi per assaggiare il tartufo, specialità locale.

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La Riviera del Conero

La Riviera del Conero e Sirolo fra le mete europee da non perdere. È quanto afferma il quotidiano britannico “The Guardian”, che dedica un articolo a Sirolo e al Monte Conero indicandole tra le migliori 18 mete raggiungibili da Londra.

Riviera del Conero

La Riviera del Conero è un tratto di costa dell’adriatico, alto e roccioso, che dal porto della città di Ancona arriva fino a quello di Numana. Prende il nome dal Monte Conero, omonimo promontorio a picco sul mare, ricco di insenature e piccole spiagge rocciose o sassose. Il territorio è protetto dal Parco regionale del Conero, il primo parco marchigiano per data di istituzione.

A caratterizzare la Riviera del Conero sono una natura sorprendente, a tratti selvaggia, un mare cristallino e tante spiagge. Le spiagge della Riviera si trovano in un’incantevole cornice di natura e mare pulito. Dal sud di Ancona al lido Marcelli si alternano calette solitarie, spiagge bianche e incontaminate, spiagge attrezzate e ricche di divertimento. Uno scenario che abbraccia tutti i gusti. Fra tutte le spiagge spicca quella delle Due Sorelle.

Le Due Sorelle

La spiaggia delle Due Sorelle si trova nel comune di Sirolo. È così chiamata per la presenza di due grandi faraglioni gemelli che emergono dal mare. La spiaggia non è accessibile in nessun modo da terra, la soluzione più indicata per raggiungerla è quindi il mare. La presenza dell’incombente montagna alle spalle della spiaggia dona un ambiente selvaggio ed incontaminato. Questa caratteristica è amplificata anche dalla totale assenza di servizi sulla spiaggia. Per questo è consigliato giungere alla spiaggia attrezzati.

La Riviera del Conero, però, non è conosciuta solo per le sue spiagge, ma anche per i paesini che la compongono e per il verde della natura.

Parco del Conero

Se si vuole accantonare per un po’ il mare una meta indicata è il Parco del Conero. Il Parco Regionale del Monte Conero è un’oasi ambientale nata attorno al Monte Conero. Si tratta di 572 metri di macchia mediterranea a picco sul mare. All’interno del Parco ci sono ben 18 sentieri tra cui poter scegliere. Due in particolare sono i sentieri da non perdere: Pian Grande e Il Passo del Lupo. Quest’ultimo in particolare è indubbiamente uno dei più belli poiché offre degli scorci sul monte, sul mare e sull’entroterra mozzafiato.

La riviera e la poesia

Un’altra meta della Riviera del Conero che merita sicuramente di essere visitata è Recanati. Il paese natio del poeta Giacomo Leopardi, ancora oggi, conserva tanti luoghi che lo ricordano. Tra tutti spiccano Palazzo Leopardi con l’annessa biblioteca, il Colle dell’Infinito e i resti dell’antica Torre di Sant’Agostino che ha ispirato il Passero Solitario.

 

 

 

 

Parco Nazionale del Gran Sasso

Stanchi della solita estate al mare? Venite nel Parco Nazionale del Gran Sasso.

Siete stanchi della solita estate al mare? Volete provare per un anno qualcosa di diverso o semplicemente preferite la montagna e l’aria più fresca al mare e al caldo delle spiagge? Una valida alternativa è sicuramente il Parco Nazionale del Gran Sasso.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è nato nel 1991. Insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo ed al Parco della Majella costituisce l’asso della regione più verde d’Europa. È uno tra i più grandi d’Italia, si estende su una superficie di 141.341 ettari. Il Parco abbraccia ben 44 comuni. Per la maggior parte si trova in Abruzzo (tra le provincie dell’Aquila, Teramo e Pescara) ed in misura minore nelle zone adiacenti al Lazio (Rieti) e delle Marche (Ascoli Piceno).

Il Paesaggio

Lo scenario offerto dalla montagna abruzzese è unico. Un paesaggio dolomitico a pochi chilometri dal mare. Il Gran Sasso è un parco particolare poiché in esso vi sono racchiuse caratteristiche naturali e ambientali di alta valenza. Tra le tante, la presenza del ghiacciaio più meridionale d’Europa il Calderone, che si trova alle pendici della montagna più alta dell’Appennino, il Corno Grande. Alle pendici del Gran Sasso, inoltre, si trova l’altopiano di Campo Imperatore soprannominato il “Piccolo Tibet”. Location perfetta per molti film internazionali.

La natura del parco

Oltre alla roccia il Parco Nazionale del Gran Sasso offre molto verde, il suo territorio è infatti coperto per metà da boschi e foreste. In particolare ai confini con le Marche la ricchezza d’acqua rende il paesaggio verdissimo con torrenti, laghi e boschi fittissimi. Inoltre la combinazione di differenti ecosistemi offre una fantastica ricchezza di specie vegetali e animali.

Escursioni

Il Parco Nazionale de Gran Sasso offre una grande varietà di escursioni. Giugno e settembre sono ritenuti i mesi perfetti per effettuarle. Per chi non è abituato alle escursioni ma vuole comunque una visuale diversa del Parco l’ideale è la Funivia del Gran Sasso. Offre un panorama impressionante su gran parte del massiccio montuoso. Per chi invece vuole cimentarsi con vere e proprie escursioni il sentiero più completo parte da Pietracamela, nel borgo di Teramo, dove attraverso un antico sentiero si arriva a Prati di Tivo. Da qui c’è una lunga passeggiata tra pascoli verdi, che vi porterà nel cuore del Parco.

Tra un’escursione e l’altra non bisogna assolutamente dimenticarsi di visitare i borghi medievali del parco. Va ricordato, inoltre che sotto al Gran Sasso vi è uno dei laboratori di fisica nucleare più famosi al mondo, nonché il più grande laboratorio scientifico al mondo.

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