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Archivio per categoria Arte, Cultura e Spettacolo

Parchi, oasi e laghi da non perdere in autunno

L’autunno è considerato da sempre una delle stagioni migliori per godersi la natura, tra aria fresca, boschi, laghi e parchi che per prepararsi all’arrivo dell’inverno iniziano a cambiare colore abbandonando il verde estivo e diventando di toni più caldi, dal rosso all’arancio. Questo spettacolo naturale viene chiamato “foliage”, cioè quel fenomeno degli alberi che in autunno si trasformano in un variopinto insieme di colori. Per ammirare al meglio questo cambiamento della natura non serve andare molto lontano. Sono molti infatti i parchi o boschi italiani nei quali poter andare.

Parchi, oasi e laghi da non perdere 

In Italia i parchi, le riserve naturali, i boschi e laghi sono tantissimi ma quali sono quelli imperdibili in autunno?

Villa Badia

Villa Badia, in Piemonte merita assolutamente di essere vista per il connubio perfetto tra architettura storica e natura mozzafiato. Il complesso nel quale sorge è un parco secolare di nove ettari, realizzato nella seconda metà dell’800.

Lago di Tovel, Val di Non

Si tratta di un lago alpino situato nel Parco Naturale Adamello-Brenta. Qui il fascino del lago in autunno regala sfumature dal blu al verde che si sovrappongo ai colori naturali del Parco Naturale.

Oasi Zegna, Biella

Quest’oasi, costruita da Ermenegildo Zegna, è considerata un “giardino dai grandi record”, poiché ospita 500.000 conifere, ortensie blu e molteplici rododendri di varie specie e colori. Un’oasi di pace e serenità da non perdere assolutamente.

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Situato tra Umbria e Marche è uno scenario montano con vette altissime. Qui oltre alle varie tipologie di alberi che ricoprono i monti gli animali hanno un ruolo fondamentale nel fascino del parco. Si possono vedere, infatti, lupi, caprioli, cervi, camosci ed anche, con un po’ di fortuna l’aquila reale.

Foresta Umbra

Non fatevi ingannare dal nome, non si trova in Umbria, ma bensì in Puglia nel promontorio nel Parco Nazionale del Gargano. Polmone verde della regione è ideale per gli amanti del trekking. Punto di forza della foresta sono i sui alberi secolari.

Foresta dei Giganti 

Rimanendo sempre al sud, la Foresta dei Giganti, in autunno è da non perdere. Situata nel Parco Nazionale della Sila, è immersa nella natura selvaggia. Qui troviamo viali alberati di un’affascinante varietà di colori.

Tra Basilica e Calabria non perderti il Parco Nazionale del Pollino!
Clicca qui per scoprire di più…

 

 

 

Giornata Mondiale del Turismo

Oggi, 27 Settembre, in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale del Turismo, organizzata dall’Unwto, (United Nations World Tourism Organization).
Mai come quest’anno l’Italia non può non festeggiarla. Il 2017 per il nostro paese è stato, infatti, l’anno in cui il turismo ha visto la sua maggiore crescita degli ultimi anni. Quella appena passata è stata considerata un’estate da record, con un complessivo +12,5% di visitatori.

Turismo in Italia

Quest’estate l’Italia ha ricevuto un grande flusso di visitatori, tanto che i dati emersi negli ultimi mesi, raccolti dalla Direzione Generale Turismo del MiBACT e da ENIT, confermano la tendenza positiva di inizio anno e fanno prevedere un 2017 da record.

Mare al primo posto

Con una crescita del 16% rispetto al 2016, tra giungo, luglio e agosto, il mare si posiziona al primo posto con 90 milioni di presenze negli stabilimenti balneari. Il primato delle regioni più amate quest’anno va all’Emilia Romagna, seguita da Puglia e Sicilia. Complessivamente si è registrato un aumento del 5% di turisti stranieri.

Musei

Quest’anno, inoltre, si è registrato un notevole aumento di visitatori nei musei. Con un tasso di crescita pari al doppio di quello registrato un anno fa. Se vuoi scoprire quali sono i musei più amati dai visitatori clicca qui.

Cresce il turismo sostenibile

Ottimi dati anche per quanto riguarda il turismo sostenibile. Si è registrato, infatti, un incremento del 74% di presenze nelle aree rurali e nella frequentazione dei cammini, il più importante quello della Via Francigena.

Turismo mondiale

Anche a livello mondiale il turismo si conferma un settore in grande e costante crescita.
Nella prima metà del 2017 si è registrata la miglior performance dal 2010, con un totale di 598 milioni di turisti internazionali (36 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2016).

 

 

Quali sono i musei più amati in Italia?

Dal Museo Egizio di Torino al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono tanti i musei italiani… Quali sono, però, i più amati dai visitatori? A rispondere a questa domanda ci pensa TripAdvisor. Il sito di viaggi ha infatti annunciato i vincitori dei premi “Traveler’s Choice 2017”. I risultati provengono da un algoritmo che ha preso in considerazione la quantità e la qualità delle recensioni ricevute da ciascun museo.

I musei più amati

Nel 2017 domina la top ten dei più apprezzati dai visitatori internazionali il Museo Egizio di Torino, che si classifica al nono posto anche nella classifica dei top ten europei. In seconda posizione troviamo gli Uffizi, rimanendo a Firenze, segue la Galleria dell’Accademia. A Roma la Galleria Borghese si trova in quarta posizione e restando sempre nella Capitale seguono i Musei Vaticani e Castel Sant’Angelo. Il museo Nazionale del Cinema di Torino e la Collezione Peggy Guggenheim sono rispettivamente settimo e ottavo. Chiudono la top ten il Museo dell’Automobile di Torino e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Top 3 Europa 

A livello europeo, secondo i visitatori, meritano il podio rispettivamente il Musée d’Orsay di Parigi, il Palazzo d’inverno e Hermitage a San Pietroburgo ed infine il Museo dell’Acropoli di Atene.

Top 3 Mondo

Per quando riguarda la top 3 del Mondo in prima posizione si trova The Metropolitan Museum of Art di New York, seguito dal Museo Nazionale della Seconda Guerra Mondiale di New Orleans e il Musée d’Orsay a Parigi.

 

 

 

 

 

 

Le chiese “segrete” più belle d’Italia.

Affascinanti, misteriose, incantevoli… Sono le chiese “segrete” più belle d’Italia. Edifici che si trovano incastonati tra le rocce o nella pietra, a strapiombo su un dirupo, sulla cima di una montagna o a picco sul mare. Da Nord a Sud, secondo Skyscanner, sono tante le chiese nascoste presenti in Italia e sono assolutamente da vedere!

Le chiese “segrete”

Santuario di San Besso, Valle d’Aosta. 

Si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Una credenza narra che San Besso precipitò dallo sperone roccioso morendo sotto gli occhi di tanti pastori invidiosi del suo gregge e fu proprio intorno a quella rupe che nacque il suo santuario.

 

Sacra di San Michele, Sant’Ambrogio di Torino

La Sacra di San Michele è il monumento simbolo del Piemonte e dell’architettura romanico-gotiche. Inoltre è il luogo che ha ispirato Umberto Eco per il celebre best-seller Il Nome della Rosa.

 

Tempio del Valadier, Ancona

Si tratta di un vero e proprio tempio nascosto, uno di quelli di cui si parla nei libri o nei film eppure esiste davvero e si trova a Genga in provincia di Ancona. Fu fatto costruire da Papa Leone XII; dalle fessure del monte si scorge la natura incontrastata di questo luogo, che fa parte della zona delle Grotte di Frasassi.

 

Chiesa di Santa Maria di Idris, Matera

Una chiesa scavata nella roccia proprio all’intero della “Città dei Sassi”. In realtà sono tante le chiese “rupestri”presenti nella zona dei “Sassi”, ma Santa Maria di Idris è la chiesa che predomina tutto il centro storico del fantastico patrimonio culturale Unesco che è Matera.

Santuario Maria dell’Isola, Tropea

Il Santuario di Santa Maria dell’Isola rappresenta il simbolo della “perla del Tirreno”. In passato l’isolotto su cui sorge il Santuario era staccato dalla terra ferma e per questo si crede che fosse diventata una terra di eremiti. A seguito del sisma del 1783 e dell’onda anomala scaturita da esso l’isola venne allineata a Tropea. Qui, inoltre, in estate è possibile assistere ad una suggestiva processione sull’acqua.

 

 

Borghi d’Italia

Patrimonio culturale di notevole bellezza, rappresentazione concreta della storia e della cultura del nostro paese, unici nel loro genere… sono i Borghi italiani.

Mai come in questi anni i Borghi sono stati al centro del turismo italiano, nel 2016 infatti sono stati circa 15 milioni i turisti che hanno visitato un borgo. Anche grazie a questi numeri il 2017 è stato denominato “Anno dei Borghi d’Italia”.

Borghi più belli d’Italia

Sono tante le classifiche o le guide stilate in questo periodo dagli esperti per indicare i Borghi più belli, ma secondo i visitatori quali sono i “Borghi più belli d’Italia”?

Saint-Pierre (Valle d’Aosta)

Da non perdere per i suoi Castelli Medievali, considerati dei veri e propri gioielli d’architettura.

Stresa (Piemonte)

Il borgo più bello del Piemonte, è considerato il “gioiello” del Lago Maggiore. Imperdibili i giardini botanici di Villa Taranto, tra i più ricchi d’Europa.

Carole (Veneto)

Qui si trova l’unica chiesa in riva al mare del Triveneto, il Santuario della Madonna dell’Angelo. Caratteristica è anche il suo Duomo, con un campanile cilindrico.

Aquileia (Friuli-Venezia Giulia)

Riconosciuta all’estero come la “Seconda Roma”. Qui si trovano tantissime opere architettoniche e d’arte risalenti all’Impero Romano.

Monteriggioni (Toscana)

Inserito dal Consiglio d’Europa tra gli itinerari culturali lungo il percorso della via Francigena. Nella Divina Commedia Dante dedicò un passo del XXXI canto dell’Inferno alla sua cinta muraria.

Offida (Marche)

Il Paese si trova su un antico sperone ed ha uno dei centri storici più antichi d’Italia.

Marina Corricella (Campania)

È il più antico borgo di Procida, ricco di casette colorate quasi a picco sul mare cristallino.

Specchia (Puglia)

Un piccolo paese dell’entroterra leccese, si trova esattamente a metà tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico. Caratterizzato da casa bianche, torri saracene, chiesi e castelli medievali.

Marzamemi (Sicilia)

Famosa per il suo porticciolo, si trova a metà strada tra Noto e Pachino. Qui si trova una delle Tonnare più famose della Sicilia.

Orgosolo (Sardegna)

Si trova in provincia di Nuoro e nel tempo è diventato famoso per i suoi murales colorati sulle facciate delle case.

 

Torino prima città d’arte in Italia

Torino è la prima città d’arte in Italia. A rivelarlo è il rapporto Enit, Ente Nazionale del Turismo, dal quale emerge che il capoluogo piemontese è la città che registra il maggior incremento di visitatori su tutto il territorio italiano.

Positivi non sono solo i dati riguardanti il 2016 ma anche le previsioni per il 2017. Secondo la piattaforma Travel Appeal, che analizza in tempo reale le tendenze di mercato, le prenotazioni, i contatti e le recensioni relative a Torino hanno avuto un aumento del 22% rispetto ai dati del 2016.

Cosa vedere a Torino?

Palazzo Reale

Era la dimora ufficiale, fino al 1865, dei Savoia. Una curiosità su Palazzo Reale è che nel tempo il palazzo crebbe insieme alla famiglia Reale. Infatti ogni volta che un primogenito si sposava la famiglia provvedeva a rinnovare un’ala da dedicare alla nuova coppia.

Qui di sicuro non mancano gli sfarzi architettonici, tra alcove regali, sale del trono, scale, sale e saloni regali.

Mole Antonelliana

La Mole Antonelliana è considerata il simbolo architettonico della città. Fu progettata per essere una sinagoga, ma una volta acquista dal comune di Torino divenne un monumento all’unità nazionale. Nel 1961, in occasione delle celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia, venne messo in funzione un ascensore panoramico. Questo permette di salire fino al “tempietto” e concede una vista mozzafiato a 360° sulla città.

Parco del Valentino

Per chi ama fare lunghe passeggiate nel verde da non perdere è il Parco del Valentino.  All’interno del parco sorge il Castello del Valentino, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ad oggi il Castello è la sede della Facoltà di Architettura del Politecnico.

Piazza San Carlo

Soprannominata “Il Salotto di Torino”, è considerata una delle piazze più belle della città. Una particolarità della piazza è che sul lato sud si trovano due chiese gemelle in site barocco, la chiesa Santa Cristina e San Carlo.

Italia: 21 mete da scoprire, fuori dai tipici itinerari turistici

L’Italia, una nazione tutta da scoprire, ricca di storia, cultura e paesaggi incantevoli ma quali sono i luoghi “segreti” che un turista dovrebbe vedere? A rispondere a questa domanda ci ha pensato il quotidiano britannico Telegraph che ha stilato una classifica: “21 places in Italy you never thought to visit (but really should)”. In questa speciale classifica vengono indicate 21 mete italiane che normalmente sono fuori dai tipici itinerari turistici ma che andrebbero assolutamente viste. Molte di queste sono ben conosciute, altre invece sono delle vere e proprie scoperte.

Bergamo, Lombardia

Chi visita il nord Italia molto spesso non considera Bergamo una meta “imperdibile” e preferisce le più note Milano o Venezia. In realtà è una meta molto affascinante, divisa tra la Città Bassa, più moderna, e la Città Alta caratterizzata dal centro storico cinto da mura.

Ercolano e Oplontis

Gli scavi di Ercolano e Oplontis sono perfetti per chi vuole assaporare uno scorcio della vita romana antica in tranquillità poiché sono meno conosciuti rispetto ai più famosi scavi di Pompei.

Matera, Basilicata

Patrimonio Mondiale Unesco, negli ultimi anni ha subito un notevole incremento di turisti, giunti soprattutto per vedere i famosi “Sassi di Matera”. È stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019.

Ravello, Costiera Amalfitana

Meno conosciuto delle più famose Amalfi e Positano, merita una visita per il suo paesaggio mozzafiato caratterizzato da giardini e ville a picco sul mare.

Lago d’Iseo

È il lago meno conosciuto dei laghi italiani e per questo è considerato un vero e proprio paradiso per il relax. Al suo interno si trova l’isola lacustre più grande d’Italia e dell’Europa meridionale e centrale, Monte Isola.

Le 21 mete italiane da non perdere:

  1. Marina di Pisciotta
  2. Bergamo
  3. Montefalco
  4. Gabicce Mare
  5. Portovenere
  6. Treviso
  7. Sovana
  8. Lago d’Iseo
  9. Porto Selvaggio
  10. Sulmona e Monti della Laga
  11. Matera
  12. Ravello, Costiera Amalfitana
  13. Trieste
  14. Gargano
  15. Ragusa e Cefalù
  16. Le Langhe
  17. Ravenna
  18. Marettimo
  19. Ercolano e Oplontis
  20. Genova
  21. Venezia segreta

Notte di San Lorenzo: quando e dove vedere le stelle cadenti

“Per quanto mi riguarda, nulla so con certezza. Ma la vista delle stelle mi fa sognare.”

(Vincent Van Gogh)

Manca poco ad uno dei fenomeni astronomici più attesi dell’anno: La Notte delle Stelle Cadenti. Una serata in cui torniamo un po’ bambini, alzando lo sguardo al cielo e aspettando di vedere quella scia luminosa per esprimere il nostro desiderio e sperare che si avveri, proprio come quando eravamo piccoli.

Le stelle cadenti tradizionalmente vengono anche chiamate Lacrime di San Lorenzo, poiché il fenomeno viene da sempre collegato alla notte del 10 Agosto, giorno in cui si celebra San Lorenzo. Quasi sempre però il picco maggiore si ha un paio di giorno dopo.

Cosa sono le stelle cadenti?

Nelle notti di San Lorenzo molto probabilmente a qualcuno di noi sarà passata per la mente questa domanda: “Ma le stelle cadenti cosa sono?”. Sono sciami meteorici che si manifestano quando l’orbita terrestre attraversa i flussi di piccoli frammenti lasciati dal passaggio di comete, i frammenti entrano in contatto con l’atmosfera ad altissima velocità, bruciandosi, creando così le famose scie luminose. Sono visibili per pochissimo tempo perché essendo ricoperte di ghiaccio e trasportando altre sostanze, tra cui il biossido di carbonio e il metano, il momento in cui diventano visibili coincide con il momento in cui tutte queste componenti si esauriscono. 

Quando saranno visibili le stelle?

Quest’anno saranno maggiormente osservabili a partire dalla sera del 12 Agosto, dal tramonto fino all’alba. L’Unione Astrofili Italiani fa sapere che per vederle al meglio si dovrà aspettare la parte più alta della notte. Sarà infatti il momento in cui il punto da dove provengono le stelle è più in alto e quindi sarà possibile vedere il maggior numero di stelle in poco tempo.

Il modo migliore per vederle è andare fuori città o comunque in luoghi senza inquinamento luminoso. Si deve guardare in direzione della costellazione di Perseo, porzione di cielo da cui arrivano le stelle cadenti.

“Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’universo.”

(Salvador Dalí)

 

Spighe Verdi 2017

Dal 2016 in Italia vengo assegnate le Spighe Verdi, cioè le Bandiere Blu dell’agricoltura, un riconoscimento ai comuni che si sono contraddistinti per criteri di eccellenza.

La differenza tra i due riconoscimenti sta nel fatto che le Bandiere Blu premiano i migliori tratti di mare che raggiungono determinati criteri di qualità inerenti alle acque e ai servizi offerti. Le Spighe Verdi, invece, premiano l’attenzione al territorio, alla qualità della vita e all’ambiente.

Anch’esse vengo assegnate dalla Fee Italia, cioè dalla sezione italiana della ong danese Foundation for Environmental Education.

Spighe Verdi 2017

Quest’anno sono 27 i comuni premiati, 14 in più rispetto ai 13 del 2016. Due sono le regioni “new entry” il Lazio e l’Abruzzo. Il riconoscimento “Spighe Verdi”, tramite una serie di indicatori, fotografa le politiche di gestione del territorio e tenta di dare una linea guida verso l’adozione di criteri di massima sostenibilità.

A aver ottenuto il maggior numero di riconoscimenti sono: le Marche con 6 località (Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana), Toscana e Campania con 5 località (rispettivamente Chianti, Massa Marittima, Castagneto Carducci, Fiesole, Bibbona e Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea).

Seguono con due “spighe verdi” il Lazio (Canale Monterano e Gaeta), la Sicilia (Ragusa e Menfi) e la Puglia (Ostuni e Caravigno). Chiudono con una sola spiga il Piemonte (Alba), Veneto (Caorle), la Liguria (Lavagna), l’Abruzzo (Giulianova) e l’Umbria (Montefalco).

 

Italia ancora prima nella World Heritage List Unesco

L’Italia si conferma ancora il Paese con più siti patrimoni Unesco. Dopo la 41esima sezione del Comitato Unesco a Cracovia, comitato che decide quali luoghi di interesse culturale, naturale o di significativa importanza inserire nella lista mondiale, non molto è cambiato rispetto agli anni precedenti. L’Italia, infatti, conserva il suo primato con 53 siti Unesco, seguita dalla Cina (52), Spagna (46), Francia (43) e Germania (42). Sono queste le nazioni che occupano le prime cinque posizioni della World Heritage List.

World Heritage Site

Per entrate a far parte del World Heritage Site, Sito Patrimonio dell’Umanità, un “sito” deve soddisfare almeno dieci criteri di selezione, suddivisi in Criteri Naturali e Criteri Culturali. I criteri culturali da rispettare sono per esempio: deve “rappresentare un capolavoro del genio creativo umano” oppure “testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo in campo archeologico, architettonico, della tecnologia, artistico o paesaggistico”. Per quanto riguarda i criteri naturali deve “essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici” oppure “rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale”.

I nuovi siti Unesco

Ad oggi sono 167 paesi e 1073 siti di interesse che per l’Unesco vanno protetti e preservati. Complessivamente nel corso del Comitato Unesco sono quindici i nuovi siti entrati a far parte della lista del patrimonio mondiale. Tra questi due sono le “new entry” italiane: le Mura Veneziane e le Antiche Faggete.

Le Mura Veneziane 

Le Mura Veneziane sono finalmente entrate a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Un riconoscimento atteso dal lontano 1988. Costituiscono un’unica opera di difesa realizzata tra il XV e XVII secolo, che si estende per oltre mille chilometri, toccando Croazia e Montenegro. Per decisione del Comitato Unesco entrano a far parte del sito le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova e Peschiera del Garda.

Le Antiche Faggete

Per quanto riguarda il secondo sito Unesco si tratta di un ampliamento di un precedente sito. Le Antiche Faggete, foreste primordiali di faggi, infatti non comprendono solo boschi italiani, ma includono foreste di mezza Europa, per un totale di 13 Paesi. Le Antiche Faggete inserite nel Patrimonio Mondiale sono presenti tra la Toscana e la Calabria. In totale sono 10, per una estensione di superficie pari a 1.211 ettari, definita di “eccezionale valore universale”.