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Archivio per categoria Salute

Bere caffè fa bene alla salute?

Il Caffè: espresso, macchiato, lungo, corto, decaffeinato, corretto, schiumato… Sono tante le tipologie esistenti, ma berlo fa bene alla salute?

Mediamente circa il 95% degli italiani beve caffè ed il 27% di essi ne beve più di 3 al giorno. Dopo l’acqua, è la seconda bevanda più consumata al mondo, ma fino a qualche anno fa si era convinti che il suo consumo causasse effetti collaterali alla salute per il suo alto contenuto di caffeina. Ultimamente, però grazie a recenti ricerche si è affermato che il caffè non fa male alla salute, anzi berlo in quantità moderata fa bene al corpo.

I benefici del caffè sulla salute

Nello specifico, però, quali sono i benefici che l’assunzione di caffè porta al nostro corpo?

Potrebbe dimezzare il rischio di cancro al fegato:

Berne fino a cinque tazzine al giorno potrebbe dimezzare il rischio di cancro al fegato. A rivelarlo è uno studio della University of Southampton in Gran Bretagna. Gli esperti hanno scoperto che il consumo di un solo caffè al giorno riduce il rischio del 20% (un quinto). Nel corso della ricerca è emerso come la caffeina ha un ruolo centrale nel potere protettivo esercitato dal caffè in quanto il decaffeinato è risultato meno protettivo.

Aumenta i livelli di energia

Questa è sicuramente la caratteristica più conosciuta in quanto è anche il motivo per cui molti di noi bevono caffè. Difatti una delle principali proprietà della caffeina è quella di stimolare il cervello, aumentando la concentrazione.

Diminuisce il rischio di Alzheimer e demenza senile

Una ricerca dell’Università della Florida del Sud e dell’Università di Miami condotta su una fascia d’età compresa tra i 60/70 anni rivela che le persone con un indice maggiore di caffeina nel sangue tardano a sviluppare l’Alzheimer rispetto a chi non assume caffè. Questo grazie agli antiossidanti e agli altri nutrienti essenziali che lo compongono.

Ideale per trattamenti di Bellezza

Così come per il cioccolato (qui per sapere di più) anche il caffè può essere considerato un alleato per la Bellezza. Molto più spesso infatti viene usato per trattamenti di bellezza “fai da te”, ma anche dalle più grandi case di cosmesi. Viene considerato un alleato per combattere la cellulite e l’accumulo di cellule morte, inoltre aiuta la circolazione ed è protettivo per la comparsa di rughe e macchie della pelle.

 

Sindrome da rientro dalle vacanze: come sconfiggerla?

Settembre alle porte, le vacanze che sembrano già un lontano ricordo e il ritorno alla “vita di tutti i giorni”… Come sconfiggere la “famosa” sindrome da rientro?

Un recente studio online evidenzia che 1 italiano su 3 di ritorno dalle vacanze si ritiene più stressato di prima. Mentre 1 su 5 era preoccupato per ciò che avrebbe trovato al suo rientro.

Esiste davvero e cos’è la “sindrome da rientro”?

In via generale si può dire che si, la sindrome da rientro esiste. Secondo uno studio spagnolo la fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 25 e i 40 anni. Si tratta principalmente di un “disturbo dell’adattamento”, ovvero quando da un periodo di relax e riposo si torna alla vita di tutti i giorni, lavoro, faccende domestiche, caos cittadino… Questa sindrome si manifesta con lo stress, il quale ci porta nei primi giorni del rientro ad essere più nervosi ed in un certo senso contrari alla vita che facevamo prima delle vacanze. Inoltre la sindrome da rientro comporta anche una forte sensazione di stanchezza. La maggior parte della popolazione, infatti, pur venendo mediamente da una/due settimane di “pausa”, tornando dalle vacanze si sente più stanca di prima. Questo avviene poiché il nostro corpo deve riabituarsi gradualmente alla vita e agli impegni di tutti i giorni.

Niente paura quindi se siete distratti, stanchi, sbadati e magari un po’ scontrosi è solo la sindrome da rientro!

I Consigli

  • Rientrare con calma. Sono tanti i “buoni propositi” di settembre che ogni anno ci imponiamo di raggiungere per l’anno dopo. Fra tutti la classica dieta post vacanza e l’iscrizione in palestra. Queste, se si viene da un periodo di stop totale, sono cose da fare in maniera graduale, per non rischiare di dare una “scossa” troppo forte al nostro fisico, il quale fino a pochi giorni fa era stato messo in una condizione di “stand by”.
  • Ritrovare il giusto ritmo. Vale a dire riacquistare il giusto ritmo sonno/veglia. Dopo gli stravizi delle vacanze, infatti, bisogna riabituarsi ad avere orari più regolari. Per questo un consiglio è quello di andare a dormire presto per aiutare il corpo a recuperare le giuste ore di sonno.
  • Prendesi cura di sé. Una delle cose di cui risente di più il nostro corpo quando si torna alla vita di tutti i giorni è la mancanza improvvisa del tempo che in vacanza dedicavamo a noi stessi, per leggere un libro, stare all’aria aperta, dedicarsi al benessere del corpo o semplicemente per fare le cose con più calma. Queste purtroppo sono cose che normalmente in città per via dei tanti impegni giornalieri tendiamo a mettere da parte o a relegare solo nel fine settimana, ma che dovremmo continuare a fare per un rientro più soft.

“Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato”  Edgar Allan Poe

 

Perché mangiare cioccolato fa bene alla salute?

Oggi si celebra la giornata mondiale del cioccolato, ma è vero il detto secondo cui i cibi più buoni sono anche quelli più dannosi per la salute? Forse no, o almeno non se si parla del cioccolato. Secondo diversi studi, infatti, il suo consumo fa bene alla salute.

Il cioccolato e la salute

Mangiare cioccolato non fa bene solo all’umore e alla gola ma anche al cervello. Lo aiuta a rimanere in forma anche con il passare degli anni. A rivelarlo è una ricerca dell’Università dell’Aquila, secondo cui consumarlo, come parte integrante di una dieta controllata e bilanciata dal punto di vista nutrizionale aiuta a migliorare le capacità cognitive. Il consumo porterebbe un miglioramento della “memoria di lavoro”, fondamentale per risolvere problemi di calcolo e ragionamento e nell’elaborazione di informazioni visive. Ma non solo, secondo la ricerca, il cacao è utile anche per contrastare la minore precisione in situazioni di stanchezza, come per esempio dopo una notte insonne, da questo punto di vista sembrano beneficiarne maggiormente le donne.

Con questa scoperta il “più famoso” sgarro alla dieta non potrà più essere considerato un peccato, ma una sana abitudine per migliorare le nostre performance mentali!

5 motivi per cui mangiare cioccolato

  1. Il cioccolato è un antidepressivo naturale: Merito è della feniletilamina, un ormone naturale psicoattivo. Inoltre i suoi componenti favoriscono il flusso sanguigno celebrale agendo contro gli stati depressivi.

2. Aiuta a combattere lo stress: stimola la produzione di serotonina, di endorfine e di anandamide, considerati antistress naturali, i quali condizionano il nostro umore, agendo sulle nostre emozioni e sugli stati d’animo. Inoltre il magnesio, di cui è ricco, aiuta a combattere l’irritabilità e il nervosismo. In particolare il cioccolato fondente contiene più magnesio rispetto a quello al latte.

3. Combatte l’ipertensione: diverse ricerche scientifiche dimostrano come il cacao aiuti a tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Nello specifico dagli studi è stato evidenziato come il cioccolato fondente sia un alleato contro l’infarto.

4. Aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo: il suo consumo è infatti in grado di far alzare i livelli di colesterolo buono e di conseguenza abbassare il colesterolo cattivo. 

5. Mantiene la pelle giovane: il cioccolato amaro è considerato uno tra i 10 migliori alimenti in grado di mantenere la pelle giovane grazie al contenuto di catechina, nota per le sue proprietà antiossidanti. Per godere della sue proprietà anti-età basta mangiarne alcuni grammi nella settimana o introdurlo nei trattamenti di bellezza. Molte compagnie di cosmesi lo utilizzano come principio attivo per i trattamenti di bellezza.

Per usufruire al meglio dei suoi benefici però bisogna scegliere quello giusto, cioè il cioccolato fondente, quello composto dal 60-80% di cacao.

 

Giornata internazionale dello Yoga

Il 21 giugno è la Giornata Internazionale dello Yoga. Istituita in questo giorno perché secondo la tradizione il 21 giugno è Dakshinayana”, cioè una porta che si apre sulla seconda metà dell’anno considerata ideale per purificare il corpo.

Le origini dello Yoga

Le sue origini sono antichissime, le prime tracce risalgono tra il 3000 e il 1800 a.C. nella vale dell’Indo. Negli scavi svolti in queste zone sono, infatti, state ritrovate statuette e raffigurazioni sedute in posizioni yoga. Questo dimostra come probabilmente questa disciplina fosse già conosciuta e praticata. Ad oggi quando si parla di yoga si va ad indicare un vasto insieme di concezioni. Nonostante le sue origini siano nella tradizione indiana nel tempo ha attraversato i confini dell’India, integrandosi in diverse culture.

Lo yoga oggi è diventato un vero e proprio stile di vita. Nel mondo ci sono milioni di praticanti e viene usato come rimedio per ridurre ansia e stress, migliorando così la pace interiore.

Oltre alle classiche scelte tra mare, montagna e campagna oggi anche lo yoga è diventato una vera e propria “meta” per le vacanze. Secondo l‘International Travel Survey di momondo, infatti, il 24% degli italiani sceglie una vacanza rilassante in luoghi come spa o centri Yoga.

Perché è stato scelto il 21 giugno?

La scelta del giorno per celebrare questa antica dottrina è ricaduta sul 21 giugno perché secondo le credenze dello yoga proprio in questa data il dio Shiva iniziò a trasmettere i suoi insegnamenti come Guru. Il 21 giugno inoltre è anche il solstizio d’estate, cioè il giorno dell’anno in cui il sole raggiunge il punto più alto rispetto all’orizzonte e la giornata con più ore di luce solare. Idealmente il solstizio d’estate rappresenta la vittoria della luce sull’oscurità. Il “saluto al sole” proprio per questo è una delle posizioni più antiche.

Fare yoga fa bene a mente e corpo

Se praticato con costanza lo yoga riesce a cambiare veramente il rapporto con il proprio corpo perché agisce su due livelli:

  • Fisico: l’allungamento dei muscoli che si fa quando si esercita la disciplina abbinato alla respirazione favorisce l’ossigenazione del copro. Questo facilita l’eliminazione delle tossine.
  • Mentale: mentre si pratica lo yoga è necessaria massima attenzione per ricreare tutte le posizioni in modo corretto, questo fa si che si innalzi il livello di concentrazione e ciò determina un aumento della consapevolezza della propria mente. Questo fattore è molto importante per contrastare gli effetti dello stress.

Tramite lo yoga si impara ad essere concentrati e presenti in ogni situazione e questo genera consapevolezza. La consapevolezza è il principale antidoto allo stress e all’ansia perché va a toccare la nostra sfera emozionale e la nostra capacità di gestirla.

I 10 benefici dello Yoga

  1. Disintossica l’organismo.
  2. Riduce ansia e crisi di panico.
  3. Aiuta a combattere l’insonnia.
  4. Favorisce una migliore circolazione del sangue.
  5. Aiuta a mantenere il corpo sano, elastico e resistente.
  6. Aumenta la concentrazione.
  7. Grazie alle sue posizioni aiuta a sconfiggere il mal di schiena.
  8. Aiuta a rilassare la mente.
  9. Aumenta la qualità del respiro.
  10. Fa bene in gravidanza.

 

 

benefici del sorriso

I benefici del sorriso

Conosci tutti i ‘benefici del sorriso’?
Secondo Patch Adams, famoso medico statunitense, padre della clownterapia, “la salute si basa sulla felicità”: una mix vincente per il miglioramento fisico e psichico.

Tutti i benefici del sorriso

Alcuni esperti affermano che il sorriso rappresenti benefici notevoli. Alla respirazione, ossigenazione, circolazione e riduca notevolmente lo stress e gli stati ansiogeni.
Mantiene il cervello allenato, contrasta la depressione e contribuisce alla salute del sistema immunitario. Infine, migliora il rapporto con gli altri e con se stessi, contribuendo a favorire le relazioni a livello privato e lavorativo.

Il sorriso a lavoro

Basti pensare che gli studiosi della St. Edwards University di Austin, in Texas, conducendo uno studio su 2500 impiegati, hanno scoperto che l’81% si dichiara maggiormente produttivo se inserito in un contesto lavorativo dove regna il buonumore. Uno studio della Mayo Foundation for Medical Education and Research, ha rivelato che ridere riduce drasticamente gli ormoni dello stress: il cortisolo del 39%, l’epinefrina del 70% e la dopamina del 38%. Allo stesso modo un’indagine della Loma Linda University, in California, ha evidenziato come, alla vista di un video comico, le beta-endorfine, che alleviano la depressione, aumentino del 27%.
Sono molti i benefici: la risata riduce lo stress, aiuta sul lavoro favorendo la relazione con i colleghi, il lavoro di gruppo, la leadership e le capacità di problem solving, rafforza le relazioni interpersonali ma stimola anche il sistema immunitario: numerosi studi hanno dimostrato che le emozioni positive favoriscono la produzione di una cascata di reazioni tale da attivare il sistema immunitario ed in particolare i linfociti killer. Inoltre fa rilasciare endorfine, conosciuti come gli “ormoni della felicità”.

Le origini della giornata della risata

Lo studio sull’importanza del sorriso ha origini molto lontane, basti pensare ad Ippocrate il quale sosteneva che: “Il buonumore equivale a un elisir di lunga vita”;

La paternità della terapia del sorriso viene ricondotta al giornalista scientifico Norman Cousin. Il giornalista sperimentò per primo su di sé tutti gli effetti terapeutici della risata e il suo potenziale nella guarigione.

La prima giornata mondiale della risata è stata celebrata l’11 Gennaio 1988 in India, da Madan Kataria, fondatore del movimento internazionale dello Yoga della risata. Secondo Kataria, la risata è un’emozione positiva e potente che contiene gli elementi necessari affinché gli uomini possano avere il pieno controllo di se stessi e possano cambiare il mondo.

 

Rimedi contro la stanchezza

La primavera potrebbe portare con sé stanchezza e disordini psico-fisici. Gli studiosi non hanno ancora dimostrato le cause della spossatezza, ma hanno identificato due possibili ragioni: i cambiamenti interni ed esterni. Considerando che i cambiamenti vengono intesi dal nostro organismo come fattori di stress, potrebbero dunque arrecare stanchezza.
In particolare, il fatto che le giornate siano più lunghe e che la durata della somministrazione alla luce sia maggiore potrebbero causare un maggior dispendio di energia, dovuto anche all’aumento della temperatura.
Alcuni tendono a definire lo stato di stanchezza, dovuto alla primavera, come ‘astenia‘: sensazione di affaticamento, mancanza di energia e difficoltà di concentrazione.

Rimedi contro la stanchezza stagionale

  1. Occhio all’alimentazione

Necessario avere una dieta sana e fare attenzione ad integrare tutti i macro nutrienti (carboidrati, proteine e lipidi). La mancanza di vitalità potrebbe anche essere causata da una carenza di vitamine, particolare attenzione alle vitamine del gruppo B e D. L’assunzione di quest’ultima è subordinata alla luce del sole, quindi, potrebbe essere carente dopo il periodo invernale.

2. Ascolta il tuo corpo

I sintomi della stanchezza sono segnali chiari del nostro corpo, è necessario dunque riposare e rispettare il ritmo sonno-veglia.

3. Attenzione alle alterazioni della flora batterica intestinale

Un’alterazione della flora intestinale, chiamata disbiosi, potrebbe causare spossatezza: si ha un’aumentata permeabilità intestinale che provoca un anomalo passaggio di tossine nel resto dell’organismo.

4. Lo sport come rimedio contro la stanchezza

A rinforzare il sistema nervoso centrale viene in aiuto lo yoga che consente di vivere pienamente e con forza. Lo yoga, infatti, riduce lo stress permettendo ai muscoli contratti di rilassarsi. Ciò provoca un minore dispendio di energie e quindi un incremento dell’energia vitale.

5. Bere e idratarsi bene

Una disidratazione dell’1% rallenta i collegamenti tra il cervello e gli stimoli dati a occhi e mani. Questo si ripercuote sui piccoli gesti quotidiani, compromessi dal rallentamento dei movimenti e dalla difficoltà nel farli. Pertanto è necessario idratare l’organismo.

6. Cioccolato fondente

Il cioccolato fondente, preferibilmente all’85%, è ricco di flavonoidi, presenti nel cacao, che sono antiossidanti e contiene la seratonina, chiamato dal Dr. Giorgio Calabrese, l'”ormone del buonumore”, un neurotrasmettitore responsabile dell’umore.

L’Italia è la “Nazione più sana”?

L’Italia non è il Paese più felice ma raggiunge il podio per essere la Nazione più sana.
Secondo una ricerca condotta da Bloomberg Markets, una rivista mensile di economia di una multinazionale statunitense operativa nel settore dei mass-media, l’Italia per prospettive di vita e salute si colloca al primo posto.

Nonostante la crisi economica, per il Bloomberg Global Health Index, il bel paese si aggiudica il titolo di “nazione più sana“, totalizzando un punteggio di 93,11. Seguita dall’Islanda con 91,21 e dalla Svizzera con 90,75.

Gli indicatori utilizzati ai fini della ricerca erano inerenti a: aspettative di vita, cause di morte, rischi per la salute, consumo di tabacco, disponibilità di acqua pulita e rischio di malnutrizione, considerando una popolazione statistica di 163 Nazioni.

Background della Nazione più sana

A giocare a nostro vantaggio l’aspettativa di vita: un bambino nato in Italia ha un’aspettativa di almeno 80 anni, contro i 52 della Sierra Leone, all’ultimo posto.
“A baby born in Italy can expect to live to be an octogenarian. But 2,800 miles south in Sierra Leone, the average newborn will die by 52”.

Nonostante l’impatto della crisi economica italiana e la crescita stagnante degli ultimi dieci anni, gli italiani stanno meglio degli americani, dei canadesi e britannici che sono più colpiti da ipertensione, colesterolo e disturbi mentali.
“Yet Italians are in way better shape than Americans, Canadians and Brits, who all suffer from higher blood pressure and cholesterol and poorer mental health”.

A testimoniare la crescita stagnante, la disoccupazione giovanile che raggiunge circa il 40% e il debito pubblico che è ancora uno dei più alti in tutto il mondo. Un report pubblicato recentemente dall’Istat, infatti, afferma che la disoccupazione resta stabilmente sopra quota un milione per le famiglie senza redditi, dato uguale allo scorso 2016.

Senza dubbio, il peso maggiore è costituito dall’ottima dieta, ricca di vegetali conditi con olio extra vergine d’oliva. Sostiene, infatti, il direttore del Center for Public Health Nutrition presso l’Università di Washington, Adam Drewnowski che avere accesso a prodotti freschi è di estrema importanza.
“Then there is the diet, rich in vegetables and drizzled with extra virgin olive oil”.

 

Il 40% della popolazione soffre di disturbi del sonno

Una recente ricerca ha dimostrato che più del 40% della popolazione mondiale soffre di disturbi dovuti alla mancanza di sonno. In particolare, circa 4 milioni di italiani soffrono di insonnia cronica. Negli ultimi 50 anni si è anche registrata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore.
Le problematiche si acutizzano in primavera, il cambio dell’ora che avverrà domenica 26 Marzo è uno dei fattori che contribuirà al peggioramento della qualità del sonno.
Così i partecipanti alla World Sleep Society, società fondata dall’Associazione Mondiale di Medicina del Sonno, hanno scelto di far coincidere la Giornata Mondiale del sonno con l’ultimo venerdì prima dell’equinozio.
Il 17 Marzo, è stata la X edizione e gli obiettivi ancora una volta erano: “aims to lessen the burden of sleep problems on society through better prevention and management of sleep disorders”.

Quali sono i disagi dovuti alla mancanza di sonno?

La mancanza di sonno causa effetti immediati sull’efficacia delle attività del soggetto: stanchezza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore, sono alcuni esempi. Per arrivare agli effetti estremi di obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione e solo in casi gravi, disturbi quali infarti e ictus.

Come migliorare il sonno e riposare al meglio?

Alcuni consigli per un sonno migliore:

  1. Cercare di seguire una routine: svegliarsi e andare a dormire alla stessa ora ogni giorno.
  2. Dormire 8 ore, sono le ore consigliate e necessarie per svegliarsi in modo riposato.
  3. Svolgere regolarmente attività fisica.
  4. Limitare la caffeina, la nicotina, l’alcool e cibi pesanti di sera.
  5. Prendersi del tempo per rilassarsi, in particolare prima delle ore di sonno, meglio non utilizzare lo smartphone, alcuni studi dimostrano che la luce dei touchscreen agiscono negativamente sul sonno.
  6. Fare in modo che la stanza sia comfortable per trascorrere notti serene, utili alcune regole del Feng Shui.

Perché rispettare le ore di sonno?

Alcuni ricercatori della Rochester University affermano che mentre dormiamo il cervello mette in funzione tutti i meccanismi per ripulire i residui nocivi accumulati durante il giorno: si attiva la melatonina, potente antiossidante che ripara i danni causati durante il giorno dalle tossine di smog e raggi UV, ossidazione e radicali liberi. Durante il sonno, il metabolismo epidermico accelera di otto volte rispetto alla fase di veglia, quindi vengono prodotte nuove cellule ed eliminate più facilmente quelle morte. Durante la fase di sonno profondo, inoltre, entra in azione l’ormone Gh, che sostiene la sintesi delle proteine, neo-collagene ed elastina, necessarie per il tono dei tessuti.
Di contro, un riposo disturbato, favorisce il cortisolo capace di inibire la rigenerazione del collagene e rendere la pelle spenta e opaca.

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notizie-virali

Il cervello rivela il trucco delle notizie virali

Uno studio condotto da un gruppo di esperti della Pennsylvania University, una tra le università più prestigiose al mondo, ha rivelato alcuni tra i fattori più importanti che influenzano la viralità di una notizia.
Attualmente vengono condivisi sul web più di 4.000 milioni di messaggi su Facebook, 500 milioni di tweet e 200.000 milioni di email. Un incredibile flusso di informazioni che contengono temi condivisi massivamente: le notizie virali.

Perché alcune notizie diventano virali?

Un esperimento condotto su 80 individui spiega alcuni motivi.
Venivano mostrate al campione alcune notizie del The New York Times, uno dei giornali più rilevanti al mondo e più seguito nei social, indicandogli le notizie più condivise della sezione ‘salute’ del giornale newyorkese. Gli individui potevano leggere il titolo e il riassunto della notizia e gli veniva chiesto se volevano pubblicarla su Facebook.
Gli esperti hanno visto che, durante l’esperimento, si attivavano due regioni del cervello che corrispondono a due processi mentali ben definiti.
I processi mentali, intesi come la somma delle operazioni elementari eseguite dai rispettivi circuiti nervosi, che si attivavano erano:
– la percezione di sé stessi, nel particolare, si intendeva come l’immagine che la notizia condivisa desse di sé.
– e dall’altro lato: la percezione degli altri che metteva in moto la regione del cervello nella quale si cerca di capire cosa gli altri pensano di noi stessi.
Secondo lo studio, chi condivide una notizia deve, dunque, considerare i pensieri, le opinioni e gli interessi degli altri in modo da prevedere le possibili reazioni dell’audience.

«We argue that expectations of self-related and social consequences of sharing are integrated into a domain-general value signal, representing the value of information sharing, which translates into population-level virality».
Emily Falk

Chi condivide un post deve ipotizzare l’impatto della notizia stessa. Fattore importante nella determinazione di una relazione sociale e di ciò che gli altri pensano di noi.
Nel caso delle notizie virali, hanno notato che intervengono vari fenomeni che già si conoscono, per esempio la soddisfazione provocata nel condividere informazioni su noi stessi. Gli influencer o coloro che riescono a ottimizzare il proprio messaggio, allora, sono coloro che sviluppano maggiormente la facoltà di immedesimarsi e interpretare ciò che possano pensare gli altri!
Gli esperti, infine, hanno riconosciuto che i contenuti condivisi possono variare a seconda dei soggetti, ma credono che le società si distinguano per un insieme di valori e norme sociali che favoriscono i comportamenti degli individui. Dunque, concludono che è normale che ci siano notizie percepite da molti come “informazioni di valore” e che diventano virali, in quanto favoriscono l’immagine personale e l’appartenenza ad un gruppo.