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Nell'Archivio di WhereApp trovi tutti gli articoli passati ordinati per mese ed anno.

Archivio mensile marzo 2017

Presentazione di WhereApp ai Sindaci italiani: strumento indispensabile per la PA

Ieri, Martedì 28 Marzo, VJ Technology ha partecipato al Webinar intitolato “WhereApp: l’informazione certificata sul territorio, strumento indispensabile per la PA locale“.
Il webinar organizzato da Ancitel, la società dei servizi per i comuni dell’Anci, ha permesso di evidenziare le criticità degli strumenti di comunicazione attuali, mettendo in luce le caratteristiche uniche ed originali di WhereApp.

Durante l’esposizione è stato proiettato il video che descrive tutte le potenzialità dell’app.

WhereApp come strumento indispensabile per la PA

Perché WhereApp è indispensabile pera la PA locale? Perché permette di diffondere immediatamente un messaggio ad un’area-obiettivo con la garanzia di raggiungere tutti, includendo i turisti.
I mezzi di comunicazione attuali non permettono la diffusione immediata di un messaggio, non garantiscono la veridicità della fonte o sono limitati ad un bacino di utenti ristretto.
WhereApp, invece, permette di compensare i difetti degli attuali mezzi di comunicazione, attraverso una comunicazione virtuosa organizzata dai soli Mittenti Certificati.

Per maggiori info, contattaci su info@whereapp.it

Tutti i benefici dello sport secondo la scienza

Le giornate si allungano, la bella stagione è già arrivata e fare sport sembra un’ottima soluzione per rimettersi in forma… e non solo!
Secondo una ricerca condotta, tra il 1916 e il 1950, dalla celebre Università di Harvard su un campione di 17.000 ragazzi ,è stato dimostrato che la curva di rischio cardiovascolare diminuisce all’aumentare dell’attività fisica praticata con un minimo di 6-8 ore a settimana settimanali; ma torna a salire all’aumentare dell’esercizio.
Concludendo, dunque, che fare sport diminuisca il rischio di morte.

I benefici psichici dello sport

I benefici dello sport, secondo l’International Society of Sport Psychology, un’organizzazione di ricercatori, particolarmente interessata agli aspetti psicologici dello sport, sono molteplici:

  • migliora l’autostima;
  • riduce lo stress: durante l’attività fisica vengono secrete le endorfine, inibendo o riducendo la formazione del cortisolo, ciò stimola l’organismo e lo predispone a reagire positivamente alle situazioni di stress.
  • aumentano le difese immunitarie: durante l’esercizio, aumenta il numero dei linfociti B e T e allo sospensione dello stesso diminuisce la concentrazione;
  • migliora la qualità del sonno: il rilascio delle endorfine e la maggiore ossigenazione dei tessuti in particolare quello celebrale favoriscono il sonno,  lo ha dimostrato l’University of Stanford, con uno studio su 40 persone dai 50 ai 70 con insonnia cronica, prima della ricerca, riuscivano a dormire solo 4-6 ore a notte, dopo sei mesi di attività sportiva costante, hanno migliorato la durata del sonno con una media di 45 minuti a notte.

Quanto tempo allenarsi a settimana?

Un recente studio condotto in Inghilterra e Scozia, su 60.000 adulti, ha determinato che chi concentra gli allenamenti in una o due sessioni settimanali riduce il rischio di morte prematura in modo analogo a chi si allena quotidianamente.
Fare sport in modo continuativo e intenso, infatti, potrebbe provocare gli effetti contrari:

  • il sistema immunitario potrebbe essere minato dalla cosiddetta teoria della “finestra aperta”: dopo un esercizio fisico intenso e protratto, esisterebbe un periodo di alcune ore, nel quale il sistema immunitario è meno efficiente e nel quale gli agenti patogeni, come virus e batteri, potrebbero provocare più facilmente un’infezione, riducendo lo stato di benessere salutare.
  • aumenta lo stress, specie quello muscolare.
  • non favorisce il sonno, un allenamento intenso prima di addormentarsi potrebbe causare insonnia per il rilascio di adrenalina.

I ricercatori britannici quindi hanno identificato un tempo ideale per allenarsi, di almeno 150 minuti a settimana o, in alternativa, 75 minuti di attività ad alto impatto.
Sembra quindi che i benefici dello sport siano legati alla durata totale e all’intensità dell’allenamento e non tanto alla frequenza con cui lo si pratica.

L’Italia è la “Nazione più sana”?

L’Italia non è il Paese più felice ma raggiunge il podio per essere la Nazione più sana.
Secondo una ricerca condotta da Bloomberg Markets, una rivista mensile di economia di una multinazionale statunitense operativa nel settore dei mass-media, l’Italia per prospettive di vita e salute si colloca al primo posto.

Nonostante la crisi economica, per il Bloomberg Global Health Index, il bel paese si aggiudica il titolo di “nazione più sana“, totalizzando un punteggio di 93,11. Seguita dall’Islanda con 91,21 e dalla Svizzera con 90,75.

Gli indicatori utilizzati ai fini della ricerca erano inerenti a: aspettative di vita, cause di morte, rischi per la salute, consumo di tabacco, disponibilità di acqua pulita e rischio di malnutrizione, considerando una popolazione statistica di 163 Nazioni.

Background della Nazione più sana

A giocare a nostro vantaggio l’aspettativa di vita: un bambino nato in Italia ha un’aspettativa di almeno 80 anni, contro i 52 della Sierra Leone, all’ultimo posto.
“A baby born in Italy can expect to live to be an octogenarian. But 2,800 miles south in Sierra Leone, the average newborn will die by 52”.

Nonostante l’impatto della crisi economica italiana e la crescita stagnante degli ultimi dieci anni, gli italiani stanno meglio degli americani, dei canadesi e britannici che sono più colpiti da ipertensione, colesterolo e disturbi mentali.
“Yet Italians are in way better shape than Americans, Canadians and Brits, who all suffer from higher blood pressure and cholesterol and poorer mental health”.

A testimoniare la crescita stagnante, la disoccupazione giovanile che raggiunge circa il 40% e il debito pubblico che è ancora uno dei più alti in tutto il mondo. Un report pubblicato recentemente dall’Istat, infatti, afferma che la disoccupazione resta stabilmente sopra quota un milione per le famiglie senza redditi, dato uguale allo scorso 2016.

Senza dubbio, il peso maggiore è costituito dall’ottima dieta, ricca di vegetali conditi con olio extra vergine d’oliva. Sostiene, infatti, il direttore del Center for Public Health Nutrition presso l’Università di Washington, Adam Drewnowski che avere accesso a prodotti freschi è di estrema importanza.
“Then there is the diet, rich in vegetables and drizzled with extra virgin olive oil”.

 

Quali sono le nazioni più felici? 5 tip di felicità

Il 20 Marzo si celebra in tutto il mondo “la giornata mondiale della felicità”, è stata istituita dall’Onu circa cinque anni fa, affinché la felicità diventi un obiettivo da perseguire in tutte le nazioni.

Il World Happiness Report 

Un’indagine pubblicata dalla Sustainable Development Solutions Network (Sdsn) nel report intitolato ‘World Happiness Report 2017‘, dichiara che la Norvegia è il Paese più felice e che la top 10 rimane la stessa degli anni passati. Vedendo la Norvegia seguita dalla Danimarca e dall’Islanda.
“Although the top ten countries remain the same as last year, there has been some shuffling of places. Most notably, Norway has jumped into first position, followed closely by Denmark, Iceland and Switzerland”.

Un podio presidiato da Paesi del Nord. Infatti, ne sono usciti penalizzati tutti i paesi del sud Europeo.
Gli indicatori sui quali è stata fondata la ricerca sono: le diseguaglianze, la trasparenza della pubblica amministrazione, la percezione della corruzione in politica, le politiche e il supporto sociale, la speranza di vita media, la facoltà di scegliere liberamente sulla propria vita e la generosità in termini di donazioni.
“These six factors are GDP per capita, healthy years of life expectancy, social support (as measured by having someone to count on in times of trouble), trust (as measured by a perceived absence of corruption in government and business), perceived freedom to make life decisions, and generosity (as measured by recent donations)”.

L’Italia si colloca al 48° posto del ranking rispetto al totale delle 155 Nazioni. Migliora di due posizioni rispetto alla precedente indagine ma resta preceduta dalla Spagna che si trova al 35° posto. Ne esce totalmente penalizzata la Grecia che scende in maniera significativa rispetto al periodo pre-crisi.
Variazione importante anche per l’italia e la Spagna rispetto agli anni precedenti alla crisi.

5 tip di felicità

Secondo uno studio che indaga le cause del malessere cognitivo, alcuni esperti dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, hanno spiegato che le attività più semplici e rilassanti possono renderci felici.
Secondo gli studiosi, infatti, per arrivare allo stato di benessere, è necessario impegnarsi in attività semplici: meditare al risveglio, leggere un libro, ascoltare musica, fare attività fisica e avere una routine giornaliera.

Importante, dunque:
1. Capire cosa ci dia soddisfazione,
2. Fare un programma nel quale gli obiettivi portino alla felicità,
3. Circondarsi di persone positive,
4. Prendersi del tempo per fare qualcosa per se stessi,
5. Cercare di puntare al proprio benessere psico-fisico.

 

Qual è l’ora migliore per bere il caffè?

In occasione della giornata mondiale del sonno, vogliamo riportarvi uno studio che consiglia l’ora migliore per bere il caffè. Secondo un’indagine dell’Osservatorio Internazionale Food & Beverage, in Italia, il caffè è “legato quasi esclusivamente al risveglio e al dopo pasto”, a differenza di altri paesi che, invece, associano il caffè ai break quotidiani. Al crescere delle differenze abitudinarie, Steve Miller, un neuro-scienziato dell’University of the Health Sciences di Bethesda, negli USA, ha indagato sulle corrette abitudini.

Qual è l’ora giusta per bere il primo caffè?

Lo studio ha dimostrato che l’ora migliore per bere il primo caffè è tra le 9.30 e le 11.30, quando i livelli di cortisolo sono più bassi.
Secondo il Dott.re Miller l’ora compresa tra le 8 e le 9 del mattino è quella in cui l’organismo accumula quantità più elevate di cortisolo, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali e che secondo lo studioso, promuove la stessa lucidità mentale che può generare il caffè.

“The best time to get a daily hit of caffeine is on average between 9.30am and 11.30am. Cortisol levels are naturally high shortly after waking up and can remain high for up to an hour afterwards – with the average peak being between 8am and 9am”.

La ricerca continua affermando che assumere caffeina quando nel corpo è già presente una sostanza che permette il risveglio, annulla i benefici della caffeina causando una resistenza all’azione della caffeina e comportando un incremento delle dosi che dovrebbero essere consumate per ottenere l’effetto sperato.

“Therefore, if we are drinking caffeine at a time when your cortisol concentration in the blood is at its peak, you probably should not be drinking it.

Secondo Miller, uno dei principi chiave della farmacologia è quello di utilizzare un farmaco solo quando necessario, altrimenti possono svilupparsi situazioni di tolleranza al farmaco. La tazzina di caffè di mattina, quindi, potrebbe dunque essere meno efficace.

… E nel pomeriggio?

Sembra, infine, che i livelli del cortisolo, rimangano alti anche per alcune ore del pomeriggio, in particolare tra le 17:30 e le 18.30. E’ consigliato, dunque, evitare di far coincidere il consumo di caffè con i picchi di cortisolo.caffè
L’eccezione è fatta per coloro che si svegliano molto presto o molto tardi anche se il principio rimane lo stesso.

Consigli per un risveglio senza caffè

Se il risveglio senza il caffè fosse troppo faticoso, Miller consiglia di esporsi al sole. La luce naturale stimolerebbe in modo più rapido il rilascio del cortisolo che da solo potrebbe funzionare.

Una sana abitudine

Vista l’abitudine italiana del caffè mattutino, potete accompagnare la vostra colazione alle nostre “chicche di caffè” giornaliere, un risveglio più dolce con una frase di filosofi o autori. Scarica WhereApp per un risveglio con il sorriso.

Il 40% della popolazione soffre di disturbi del sonno

Una recente ricerca ha dimostrato che più del 40% della popolazione mondiale soffre di disturbi dovuti alla mancanza di sonno. In particolare, circa 4 milioni di italiani soffrono di insonnia cronica. Negli ultimi 50 anni si è anche registrata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore.
Le problematiche si acutizzano in primavera, il cambio dell’ora che avverrà domenica 26 Marzo è uno dei fattori che contribuirà al peggioramento della qualità del sonno.
Così i partecipanti alla World Sleep Society, società fondata dall’Associazione Mondiale di Medicina del Sonno, hanno scelto di far coincidere la Giornata Mondiale del sonno con l’ultimo venerdì prima dell’equinozio.
Il 17 Marzo, è stata la X edizione e gli obiettivi ancora una volta erano: “aims to lessen the burden of sleep problems on society through better prevention and management of sleep disorders”.

Quali sono i disagi dovuti alla mancanza di sonno?

La mancanza di sonno causa effetti immediati sull’efficacia delle attività del soggetto: stanchezza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore, sono alcuni esempi. Per arrivare agli effetti estremi di obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione e solo in casi gravi, disturbi quali infarti e ictus.

Come migliorare il sonno e riposare al meglio?

Alcuni consigli per un sonno migliore:

  1. Cercare di seguire una routine: svegliarsi e andare a dormire alla stessa ora ogni giorno.
  2. Dormire 8 ore, sono le ore consigliate e necessarie per svegliarsi in modo riposato.
  3. Svolgere regolarmente attività fisica.
  4. Limitare la caffeina, la nicotina, l’alcool e cibi pesanti di sera.
  5. Prendersi del tempo per rilassarsi, in particolare prima delle ore di sonno, meglio non utilizzare lo smartphone, alcuni studi dimostrano che la luce dei touchscreen agiscono negativamente sul sonno.
  6. Fare in modo che la stanza sia comfortable per trascorrere notti serene, utili alcune regole del Feng Shui.

Perché rispettare le ore di sonno?

Alcuni ricercatori della Rochester University affermano che mentre dormiamo il cervello mette in funzione tutti i meccanismi per ripulire i residui nocivi accumulati durante il giorno: si attiva la melatonina, potente antiossidante che ripara i danni causati durante il giorno dalle tossine di smog e raggi UV, ossidazione e radicali liberi. Durante il sonno, il metabolismo epidermico accelera di otto volte rispetto alla fase di veglia, quindi vengono prodotte nuove cellule ed eliminate più facilmente quelle morte. Durante la fase di sonno profondo, inoltre, entra in azione l’ormone Gh, che sostiene la sintesi delle proteine, neo-collagene ed elastina, necessarie per il tono dei tessuti.
Di contro, un riposo disturbato, favorisce il cortisolo capace di inibire la rigenerazione del collagene e rendere la pelle spenta e opaca.

Scarica WhereApp per scoprire l’happy wake up e tutti gli eventi intorno a te! 🙂

 

 

 

RomaTre : Presentata WhereApp

Ieri a RomaTre , presso la Facoltà di Economia è stata presentata WhereApp. Poichè gli studenti hanno dimostrato interesse nella nostra iniziativa.

La proiezione di un video e una breve presentazione di WhereApp ha coinvolto l’aula di ragazzi. E quindi, grazie all’entusiasmo dei professori, un progetto partirà a breve e vedrà gli studenti protagonisti dello svolgimento di una strategia di Marketing. Quindi anche a RomaTre sarà introdotto l’utilizzo di WhereApp.

RomaTre Aula di Economia

Presentazione WhereApp a Universita RomaTre

Qui di seguito trovi il filmato proiettato che spieghi le motivazioni per cui scaricare WhereApp.

Se vuoi vedere altri video inerenti WhereApp ed i suoi ambiti di utilizzo ti rimandiamo al nostro canale Yotube, dove trovi quanto da WhereApp prodotto per Pubblica Amministrazione, Comuni e Società Municipalizzate, Società di Trasporti, Compagnie Aeree e Marittime, Scuole ed Associazioni Sportelli Bullismo e Cyberbullismo, Violenza di Genere, Croce Rossa Italiana e Protezione Civile.

Se sei interessato al tema Università approfondisci qui

L’Italia presenta un ritardo digitale rispetto ai Paesi Europei

Il rapporto del desi, Digital Economy and Society Index del 2017, un indice sviluppato dalla Commissione Europea che misura il grado di diffusione del digitale nei paesi Europei vede l’Italia al 25° posto del ranking, facendola apparire con un profondo ritardo digitale.
Sui 28 Stati membri, l’Italia si colloca tra le ultime posizioni, registrando ancora un ritardo per l’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l’erogazione di servizi pubblici online, anche se sono stati registrati alcuni progressi rispetto all’anno scorso, in particolare grazie al miglioramento dell’accesso alle reti NGA. Tuttavia, sono stati notati scarsi risultati in termini di competenze digitali che rischiano di frenare l’ulteriore sviluppo dell’economia e della società digitali.

In particolare: “Italy ranks 25th in DESI 2017. The use of digital technologies by enterprises and the delivery of online public services is close to average. Compared to last year, Italy made progress on Connectivity, in particular through improvements in NGA access. However, its low performance in digital skills risks acting as a brake on the further development of its digital economy and society”.

Perché l’Italia è in ritardo digitale?

Le variabili analizzate (come si  vede dal grafico) sono state: la connettività, il capitale umano, l’uso di internet, l’integrazione delle tecnologie digitali e l’uso del digitale per i servizi pubblici.

Punto a favore per le imprese italiane

Sappiamo che la tecnologia è ancora un limite per l’Italia, rispetto ad altri altri paesi europei, però una nota positiva emersa nel desi è l’impegno delle imprese nel digitalizzare le fatture: “l’Italia sta colmando il divario con l’UE per quanto riguarda la digitalizzazione delle imprese. Le imprese che utilizzano la fatturazione elettronica, infatti, sono il 30%, percentuale di molto superiore alla media dell’UE (18%)”. E altro buon risultato è ottenuto per i servizi pubblici digitali, in cui: “l’Italia registra buoni risultati per quanto riguarda l’erogazione online dei servizi pubblici e i dati aperti (open data), ma presenta uno dei livelli più bassi di utilizzo dei servizi di e-government in Europa”.

 

 

I fiori di Arance Chimera Bio

I 10 parchi più belli d’Italia

Si avvicina la stagione più bella e colorata dell’anno e abbiamo pensato di stilare una classifica dei parchi più affascinanti della nostra penisola. Da Nord a Sud tutti gli spazi che permettono di godere dell’aria aperta e del timido sole primaverile.
Alcuni dei parchi rientrano nella classifica dei ‘Parchi più belli d’Italia’, una guida online ai parchi e giardini italiani, patrocinata dal Ministero per i beni e le attività culturali e che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio architettonico e paesaggistico italiano.

1. Villa della Regina, Torino

villa regina torinoUna villa seicentesca sulle colline torinesi. Costruita dalla casa Savoia alla fine dell’800, la Villa della regina è Patrimonio dell’umanità Unesco. Apprezzata per i colorati giardini all’italiana e fontane dai goliardici giochi d’acque.

 

2. Parco nazionale dello Stelvio

Al secondo posto per numero di visitatori, 4 milioni all’anno, troviamo il parco nazionale dello Stelvio,Parco nazionale dello Stelvio. presente nel cuore delle Alpi. Si estende dal Trentino Alto Adige alla Lombardia. Particolarmente conosciuto per la presenza di stambecchi e orsi bruni, oltre che di una variegata vegetazione tipica della montagna.

 

3. Villa Medici

Villa MediciSu uno dei colli di Roma, sugli apici del Pincio al di fuori del recinto sacro della Roma antica, la Villa Medici  fu costruita alla fine del 200. Il giardino si estende da nord a sud per più di 7 ettari e conserva ancora oggi in gran parte l’aspetto del XVI secolo.

 

4. Oasi Zegna, Trivero oasi zegna copia

Un’rea naturalistica in Piemonte, uno spettacolo colorito di conifere, rododendri e ortensie, è un parco naturale ad accesso libero, nelle Alpi Biellesi, dove famiglie e bambini possono praticare vari sport immersi nella natura.

 

Villa Visconti Borromeo Litta5. Villa Visconti Borromeo Litta, Lainate

Villa storica risalente al XVI secolo, situata nel comune di Lainate, in provincia di Milano, conosciuta in particolar modo per il suo splendido ninfeo.

 

6. Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano

Il parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, istituito nel 1996, è famoso per la bellezza dei suoi territori. Esso, si estende dalla provincia di Grosseto fino a quella di Livorno. Risultati immagini per Parco nazionale dell'Arcipelago ToscanoHa una grande estensione terriera, ma sopratutto marina. Infatti, fanno parte di questo parco nazionale molte isole, tra cui l’isola d’Elba.
Raggiunge i 3 milioni di visitatori.

7. Villa Floridiana, Napoli

Villa Floridiana è un edificio di interesse storico ed artistico di Napoli, sito nel quartiere Vomero all’interno dell’omonimo parco. Dal 1927 ospita il Museo nazionale della ceramica Duca di Martina.

8. Parco di Capodimonte

Altro parco nel Comune napoletano è il Real parco di Capodimonte, ubicato nella zona di Capodimonte, davanti l’omonima reggia. Nel 2016 sono stati registrati 1.007.564 visitatori, risultando Risultati immagini per Villa San Michelel’ottavo sito museale italiano statale più visitato.

 

9. Villa San Michele

Costruita da un medico e scrittore arrivato a Capri, nel 1885, Axel Munthe ha trovato la luce che cercava e decise di stabilirsi ad Anacapri realizzando la villa sui resti di un’antica cappella dedicata a San Michele.

 

10. Parco dell’Etna

Il Parco dell’Etna, il primo ad essere istituito tra i Parchi siciliani, con i suoi 59.000 ettari ha il compito primario di proteggere un ambiente naturale unico, circonda il vulcano attivo più alto d’Europa e promuove lo sviluppo ecocompatibile delle popolazioni e delle comunità locali.

Risultati immagini per parco dell'etna

 

Reazioni su Messanger

Facebook testa le reazioni anche su Messanger

Facebook reazioni su Messanger

Novità nel mondo dei social: sembra che Facebook, stia testando le reazioni nelle chat di Messanger.
Il colosso dei social network ha introdotto le emotion ai post. Così permetterà ai lettori di esprimere un’ “emozione”, adesso vorrebbe introdurre le reazioni ad un singolo messaggio di una chat.

La novità sembra essere stata svelata da un lettore di TechCrunch. Il TechCrunch è uno dei blog statunitensi,secondo in classifica nel settore dell’high tech che si occupa di tecnologia e informatica.
TechCrunch mettendosi in contatto direttamente con i dipendenti del colosso dei social Network, ha confermato che la feature è in fase di test. Per ora è rivolta solo ad un piccolo bacino di utenti.
L’obiettivo di Zuckerberg è quello di mantenere gli utenti all’interno dell’app grazie ad una risposta più immediata e veloce: “Offering the easiest way to reply could keep users locked into the Facebook ecosystem”.