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Archivio per categoria Tecnologia

T2S

T2S – Text to Speech : la funzionalità che da voce ai tuoi messaggi

Sai cos’è il T2S – Text to Speech? Ti è capitato di voler “leggere” un messaggio ma avere le mani impegnate o difficoltà nel leggerlo? Da ora grazie alla sua nuova funzionalità WhereApp legge i messaggi al posto tuo!
Aggiorna l’applicazione all’ultima versione disponibile sugli store ufficiali. Nella casella dei messaggi ricevuti vedrai apparire una nuova icona, posizionata accanto a quella del link. Cliccando su questa nuova icona farai partire il T2S – Text to Speech.
Se il tuo dispositivo è di vecchia data questa funzionalità potrebbe non essere attivata. Quindi, per usufruire di questo nuovo strumento, è necessario accertarsi che sia stato attivato il motore di sintesi vocale dalle impostazioni.
Se hai impostato WhereApp in una lingua diversa dall’italiano i messaggi ti verranno letti nella lingua impostata.

Come posso far “parlare” i vecchi messaggi?

Hai aggiornato la tua app ma ancora non hai ricevuto nuovi messaggi e vuoi far parlare quelli vecchi?
Farlo è semplice! Basta disinstallare l’applicazione, scaricarla nuovamente ed entrare con le tue credenziali. Una volta fatto potrai far parlare tutti messaggi che hai ricevuto.

T2S – Text to Speech da Wikipedia

La sintesi vocale (in inglese speech synthesis) è la tecnica per la riproduzione artificiale della voce umana. Un sistema usato per questo scopo è detto sintetizzatore vocale e può essere realizzato tramite software o via hardware. I sistemi di sintesi vocale sono noti anche come sistemi text-to-speech (TTS) (in italiano: da testo a voce) per la loro possibilità di convertire il testo in parlato…

Reazioni su Messanger

Facebook testa le reazioni anche su Messanger

Facebook reazioni su Messanger

Novità nel mondo dei social: sembra che Facebook, stia testando le reazioni nelle chat di Messanger.
Il colosso dei social network ha introdotto le emotion ai post. Così permetterà ai lettori di esprimere un’ “emozione”, adesso vorrebbe introdurre le reazioni ad un singolo messaggio di una chat.

La novità sembra essere stata svelata da un lettore di TechCrunch. Il TechCrunch è uno dei blog statunitensi,secondo in classifica nel settore dell’high tech che si occupa di tecnologia e informatica.
TechCrunch mettendosi in contatto direttamente con i dipendenti del colosso dei social Network, ha confermato che la feature è in fase di test. Per ora è rivolta solo ad un piccolo bacino di utenti.
L’obiettivo di Zuckerberg è quello di mantenere gli utenti all’interno dell’app grazie ad una risposta più immediata e veloce: “Offering the easiest way to reply could keep users locked into the Facebook ecosystem”.

Effetti della tecnologia sulla quotidianità

Quali sono gli effetti della tecnologia e delle connessioni ad internet?
L’Istituto Nazionale di Statistica, in un’analisi avente come oggetto di studio le ‘connessioni mobile tramite rete di telefonia’ ha individuato un trend in forte crescita per il periodo interessato tra il 2005 e il 2016. Come si evince dal grafico in basso, l’indagine rivela che le connessioni con rete mobile registrano crescite esponenziali.

Il tempo dedicato navigando sullo smartphone o da PC è nettamente in aumento.
Le connessioni al web presentano un incremento evidente anche attraverso accessi ad Internet da casa. Quali sono gli effetti provocati dalla tecnologia sulla vita di tutti i giorni?

Gli effetti della tecnologia sul nostro comportamento

Uno tra i comportamenti più “lamentato” da tutti è la cosiddetta “tecninferenza”, una crasi tra “tech”+“interferenza”, cioè l’interruzione della tecnologia nelle nostre attività quotidiane. Secondo uno studio del 2014, gli smartphone sono fonti di disturbo. Contrariamente a cosa si è sempre pensato, chi esegue più attività non le realizza meglio di altri, il multi-tasking online, infatti, riduce l’abilità del cervello di filtrare le interferenze.
Ciò, inoltre, causa maggiore difficoltà di memorizzazione dei dati.

Quest’altro fenomeno è conosciuto come “effetto google“: è stato notato dai ricercatori che la facilità con la quale si raggiungono le informazioni provoca una diminuzione della memoria: una correlazione tra i due fenomeni che determina la dipendenza di una variabile dall’altra. Gli studiosi hanno, inoltre, notato che siamo più propensi a ricordare le informazioni che non pensiamo di poter ritrovare su Internet.

Un altro esempio è la “sindrome della vibrazione fantasma”, studiata già dal 2007 da due professori dell’Alliant International University, un campus californiano. Sempre di più si ha la sensazione che squilla o vibra il telefono ma in realtà non succede. In uno studio l’89% di persone hanno dichiarato di averlo percepito. Un fenomeno curioso che non ha ancora chiare risposte, si pensa che il cervello riceva uno stimolo dall’esterno e che venga tradotto in maniera sbagliata.

Un ultimo effetto buffo è costituito dalla “nomofobia“: “no-mobile Phobia”, cioè la sensazione di panico che si prova quando si è lontani dal telefono.

Infine, i social media rilascino dopamina, una sostanza che ci provoca benessere. Un gruppo di scienziati, infatti, attraverso la risonanza magnetica, ha scoperto che i “centri celebrali della ricompensa” sono più attivi quando le persone parlano del proprio punto di vista, rispetto a quando ascoltano gli altri [Vedi: cosa influenza la viralità di una notizia.]
Indagini hanno svelato che il 30-40% delle conversazioni fate-to-face riguardano esperienze proprie, diversamente dall’80% di comunicazione sui social che è auto-centrata e fomentata dai follower. Secondo voi, quest’ultimo fenomeno, che effetti potrà provocare?

 

lancio-nokia-3310

A breve un ritorno del Nokia 3310 negli store

Durante il Mobile World Congress di Barcellona, domenica scorsa, è stato presentato il lancio dello storico Nokia 3310.
La compagnia finlandese che sviluppa dispositivi mobili, nelle mani di una società chiamata HMD Global, sorprende tutti sviluppando una versione aggiornata di uno dei telefonini più venduti.
Un evento che ha causato diverse emozioni per il “secondo” lancio dell’indistruttibile feature phone, dotato di seconda vita e rilanciato sul mercato con alcune migliorie.
Il lancio è stato accompagnato da altri tre Smartphone: Nokia 3, Nokia 5 e Nokia 6.
Quest’ultimo già disponibile nei mercati cinesi da qualche mese, adesso pronto anche per i mercati europei.

Il nuovo Nokia 3310

Leggermente più grande dell’originale è stato presentato con quattro colori: rosso o giallo, con finitura lucida, oppure blu o grigio, con finitura opaca. Il display da bianco e nero passa ad un più ampio display a colori, ma non è attrezzato di touchscreen.
Se la batteria dell’originale era di 90mAh, la nuova versione è dotata di 1200 mAh (si mormora che potrà durare in autonomia fino a 31 giorni). Avrà a disposizione anche la fotocamera da 2 megapixel.
La nuova versione è dotata di una memoria esterna di 32gb.
Non avrà di default le app che ormai si trovano in tutti i telefoni, però si potrà ancora giocare a Snake. Il prezzo con il quale è stato presentato è di 49€

Il target del nuovo Nokia 3310

Gli esperti affermano che per questa nuova versione, ci sono 3 profili diversi di target: i boomers, figli del baby boom, nati tra il 1945 ed il 1965; coloro che hanno bisogno di un telefono di emergenza e, infine, chi vuole tornare ai telefoni basici, rinunciando agli smartphone.
Un’esperta degli Osservatori del Politecnico di Milano, Marta Valsecchi, ha ipotizzato un vero e proprio flop del nuovo telefonino, per le limitate funzioni che presenta.

«Potrebbe catturare una nicchia di persone che continuano a preferire il cellulare per chiamare e mandare sms, – continua la Valsecchi – invece che per navigare in Internet, usare i social, le chat e le applicazioni. Ma si tratta di una nicchia».

L’impresa punta alla “nostalgia”. Il lancio del Nokia rappresenterebbe un ritorno al passato e la negazione per quella piccola nicchia di mercato che rifiuta o crede eccessiva la nuova dimensione social.

stati-whatsapp

Aggiornamenti tra le app più utilizzate

Gli ultimi giorni sono stati proficui per il lancio di diversi aggiornamenti apportati tra le app più utilizzate.

Quali gli aggiornamenti introdotti?

WhatsApp cerca di migliorare la user experience sfidando le ‘stories’ degli altri social, con gli stati “temporanei”, dalla durata di 24h. Anche la popolare app di messaggistica ha voluto unirsi ad Instagram, Snapchat e Facebook lanciando una funzione simile alle Storie.

Aria di novità anche su Telegram, conmpetitor di messaggistica istantanea di Whatsapp, che qualche giorno fa è sbarcata ufficialmente su una versione migliorata dell’Android Wear 2.0. Diverse funzionalità interessanti per la versione di Telegram per smartwatch, permetterebbe di navigare attraverso le chat e rispondere ai messaggi direttamente tramite voce, testo, emoticon o adesivi.
Da ieri, Telegram permette anche di personalizzare l’interfaccia delle chat. Andando su ‘Impostazioni’- ‘Tema’. I temi faranno parte di una piattaforma aperta, quindi chiunque potrà creare un tema con nuovi colori e sfondi in background e condividerlo con gli altri utenti di Telegram. La nuova versione per iPhone e iPad verrà aggiornata tra un paio di settimane.

Instagram si rinnoverà a breve lanciando gli album di foto: si potranno condividere fino a 10 foto e video. Gli utenti non saranno più costretti a scegliere una foto per post ma potranno condividere più foto. Le immagini potranno essere modificate singolarmente con filtri diversi, solo la didascalia sarà uguale per l’intero album.

WhatsApp e la novità della geo-localizzazione degli amici

La nota applicazione di messaggistica istantanea, WhatsApp, introduce la geo-localizzazione degli utenti. Nata nel 2009, acquisita nel Febbraio del 2014 dal noto gruppo Facebook Icl. e, che ha dichiarato di aver raggiunto il miliardo di utenti nel 2016, propone alcune novità nel servizio.


La tracciabilità degli amici su WhatsApp 

La novità più significativa riguarda, proprio, la tracciabilità degli amici. Nelle chat di gruppo, sarà possibile individuare la posizione dei partecipanti alla chat.

Le nuove versioni dell’app, permetteranno, dunque, di conoscere la geo-localizzazione di tutti i membri del gruppo, conoscendo la loro posizione per 1, 2 o 5 minuti o in modo indefinito.

Tale funzione dipende infatti dalle impostazioni personali abilitate dagli utenti. Si potrà anche applicare di default, l’opzione ‘enable indefinetely’, e in questo modo la privacy sarà al sicuro: nessuno potrà conoscere la tua posizione.
Andando sulle ‘impostazioni della chat’ potrai disabilitare la voce ‘Show my friends’.

Dopo aver introdotto le spunte sui messaggi che hanno causato un forte dibattito, altrettanto forte sarà l’eco che si alzerà sulle nuove funzionalità proposte.

…Altre novità

Si sospetta che alcune notifiche riguarderanno anche il cambio dello “stato” degli amici. Una notifica ti avvertirà dei cambiamenti degli stati. E che inoltre, sarà possibile scrivere il proprio stato per solo 24 ore. Sembra che i cambiamenti che apporterà il colosso della messaggistica istantanea alimenterebbero le critiche di molti a proposito della privacy degli utenti.
WhatsApp appare sempre più simile al più grande dei social network e sembra tendere verso il gigante dei new media.

 

E WhereApp?

WhereApp funziona con la geo-localizzazione dell’utente, variabile imprescindibile per ricevere le notizie in funzione alla propria posizione. Però è presente una frattura con le piattaforme attuali: la mancanza dello storico nella posizione dei WhereApper. Indubbiamente la privacy dei nostri utenti è una delle prerogative per il funzionamento corretto di WhereApp.

 

 

Nuovo attacco hacker per Yahoo. Il titolo in Borsa precipita.

Yahoo ha ammesso di aver subito un nuovo attacco hacker che avrebbe provocato il furto di dati relativi per oltre un miliardo di account personali.

Il BBC, importante giornale inglese, afferma “The company’s shares closed down more than 6% on Wall Street”- la compagnia ha perso il 6% nelle contrattazioni a Wall Street.

Un danno che rischia di scalfire la salda immagine della compagnia, mettendo a repentaglio anche il possibile accordo con Verizon, il più grande provider di tele-comunicazioni wireless negli Stati Uniti.
Qualche mese fa, Verizon aveva acquistato l’impresa per 4,8 miliardi di dollari e adesso vorrebbero richiedere una ricontrattazione con sconti sostanziali.

Sarebbe il secondo attacco hacker subito da Yahoo durante quest’anno; il primo, è stato proprio lo scorso Settembre.

Yahoo è il terzo motore di ricerca più utilizzato al mondo, dopo Google e Bing; fondato nel 1994 da un gruppo di studenti della Stanford University, una tra le migliori università californiane al mondo.

Fornisce anche altri servizi di comunicazione come mail, messenger e chat. L’ultimo attacco hacker avrebbe interessato proprio questi ultimi servizi.

Il bottino di questa guerra nel cyber-spazio, infatti, riguarderebbe: credenziali, domande di sicurezza, indirizzi email, date di nascita e numeri di telefono. A tal proposito anche l’FBI sta investigando sull’attuale attacco massivo.

Come WhereApp tutela la mia privacy?

 

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Il piano ‘fake news’ di Facebook

Il CEO di Facebook  Mark Zuckerberg dichiara di voler introdurre  un piano contro le fake  news:  “We’re working on it”, conferma. La piattaforma sta, infatti, lavorando con una rete di giornalisti per valutare le news e verificare l’attendibilità delle stesse. Tale decisione è stata presa  dopo un falso allarme che avrebbe  visto coinvolti  uomini vicini all’entourage della Senatrice e candidata alle presidenziali Hillary Clinton. Lo scenario era una Pizzeria a Washinton DC segnalata su Facebook come teatro di un traffico sessuale di minori.

Zuckerberg dopo i falsi allarmi del popolo di Facebook ha deciso di intervenire a posteriori, al fine di risolvere e rimediare le fake news.

Come ha agito WhereApp?

In parallelo,  i programmatori di WhereApp, prima del lancio, hanno ideato un team di moderatori che garantisce fin dall’inizio la certificazione delle news, verificando i mittenti, controllando l’efficienza del portale e moderando i messaggi degli utenti dell’app.

Fin dall’inizio, dunque, WhereApp contrasta la divulgazione delle notizie false, certificando tutti i messaggi che passano per la piattaforma. Dunque, anche i messaggi degli utenti sono moderati dal team. Tali messaggi, infatti permettono di raggiungere gli altri, nel raggio di 4 km da chi li invia, permettendo di attivare una ‘chat di quartiere’ educata.