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WhatsApp e la novità della geo-localizzazione degli amici

La nota applicazione di messaggistica istantanea, WhatsApp, introduce la geo-localizzazione degli utenti. Nata nel 2009, acquisita nel Febbraio del 2014 dal noto gruppo Facebook Icl. e, che ha dichiarato di aver raggiunto il miliardo di utenti nel 2016, propone alcune novità nel servizio.


La tracciabilità degli amici su WhatsApp 

La novità più significativa riguarda, proprio, la tracciabilità degli amici. Nelle chat di gruppo, sarà possibile individuare la posizione dei partecipanti alla chat.

Le nuove versioni dell’app, permetteranno, dunque, di conoscere la geo-localizzazione di tutti i membri del gruppo, conoscendo la loro posizione per 1, 2 o 5 minuti o in modo indefinito.

Tale funzione dipende infatti dalle impostazioni personali abilitate dagli utenti. Si potrà anche applicare di default, l’opzione ‘enable indefinetely’, e in questo modo la privacy sarà al sicuro: nessuno potrà conoscere la tua posizione.
Andando sulle ‘impostazioni della chat’ potrai disabilitare la voce ‘Show my friends’.

Dopo aver introdotto le spunte sui messaggi che hanno causato un forte dibattito, altrettanto forte sarà l’eco che si alzerà sulle nuove funzionalità proposte.

…Altre novità

Si sospetta che alcune notifiche riguarderanno anche il cambio dello “stato” degli amici. Una notifica ti avvertirà dei cambiamenti degli stati. E che inoltre, sarà possibile scrivere il proprio stato per solo 24 ore. Sembra che i cambiamenti che apporterà il colosso della messaggistica istantanea alimenterebbero le critiche di molti a proposito della privacy degli utenti.
WhatsApp appare sempre più simile al più grande dei social network e sembra tendere verso il gigante dei new media.

 

E WhereApp?

WhereApp funziona con la geo-localizzazione dell’utente, variabile imprescindibile per ricevere le notizie in funzione alla propria posizione. Però è presente una frattura con le piattaforme attuali: la mancanza dello storico nella posizione dei WhereApper. Indubbiamente la privacy dei nostri utenti è una delle prerogative per il funzionamento corretto di WhereApp.

 

 

I volontari della Croce Rossa di Roma intervengono all’emergenza freddo

Il maltempo, venuto dalle correnti del nord Europa e dalla fredda Russia, persiste facendo scendere le temperature in tutta l’Italia. Temperature che hanno sorpreso gran parte della popolazione, causando molti danni e morti.

 

Emergenza freddo a Roma

La situazione non è stata diversa nella capitale, dove molti clochard hanno perso la vita a causa dell’eccessivo freddo.
Un’iniziativa importante dei volontari della Croce Rossa di Roma è stata l’apertura della Sala Palasciano, di via Toscana, ai senzatetto, per permettere di vivere in uno degli stabilimenti di CRI, sotto un tetto e al caldo.

Ieri, infatti, un gruppo di volontari della Croce Rossa ha deciso di intervenire cercando di prevenire ulteriori morti. 

Uniti da un grande spirito di volontà, hanno allestito la Sala per accogliere i senza dimora. Sono stati messi a disposizione dal Presidente Nazionale CRI, F. Rocca, 50 posti letto.

 

Le parole della Diodati

La Presidente Debora Diodati ai microfoni di Dimensione Suono Roma, la famosa radio romana, ha detto: “Serve un tetto sotto cui dormire, ecco perché abbiamo aperto la Sala Palasciano di una delle sedi della Croce Rossa per i senza dimora della Capitale.

La Presidente Diodati ha dichiarato che, grazie all’ACLI, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, sono stati garantiti anche i pasti: 50 cene e 50 colazioni.

“Purtroppo il freddo continua – afferma –  e tante persone sono ancora per strada in condizioni di estrema fragilità. Mi auguro che non si voglia lasciar sole definitivamente in attesa che le Sala allestita per i senzatettotemperature si rialzino e che i tanti volontari che, in queste ore stanno facendo l’impossibile per dare aiuto sul territorio della Capitale, possano avere in questo nostro ricovero una mano in più per soccorrere chi ha bisogno di un riparo notturno”, conclude la presidente Diodati.

Il freddo purtroppo non vuole placare la sua intensità per fortuna, però, sono queste le iniziative da valorizzare.  

Storie di uomini che raccolgono tutti in un destino comune, ragioni diverse, che convogliano in un’unica realtà! Così i clochard della capitale, sono stati accolti, da persone che non possono essere definiti solo “volontari” ma come suggerisce qualcuno “angeli”.

 

 

Alert Now

Attentato a Berlino

Tutti i dettagli dell’attentato a Berlino

Ieri, 19 Dicembre, c’è stato un attentato a Berlino dove  un camion si è lanciato a forte velocità contro la folla presente in un mercatino di Natale, causando 12 morti e 48 feriti, alcuni dei quali ancora in gravi condizioni.

Il conducente del veicolo è scappato.

Zdf, la seconda televisione tedesca, ha dichiarato che il conducente sarebbe scappato dalla cabina guida subito dopo aver commesso il misfatto.

Il tir trasportava ponteggi di acciaio che avrebbero dovuti essere scaricati a Berlino. Il camion secondo il tragitto ipotizzato, non sarebbe mai dovuto passare per il centro della città. All’interno della cabina è stato trovato un uomo polacco morto del quale era stata denunciata la scomparsa Lunedì; non sarebbe stato lui alla guida ed il camion sarebbe stato rubato.

Il collega dell’uomo, nonché suo cugino, ha dichiarato di garantire per lui: “lo conosco fin da piccolo”.

Il sospettato, è un migrante pakistano di 23 anni, Naved B., entrato in Germania il precedente Febbraio, come rifugiato politico, seguendo il percorso balcanico.  Secondo fonti dell’Intelligence, il migrante pakistano era conosciuto per reati minori ma mai sospettato di appartenere a gruppi estremisti.

È stato trovato durante la notte in un campo profughi, nel quale alloggiava ed è stato fermato ed interrogato.

Il governo tedesco è stato restio ad usare la parola “attentato”, ma, nelle prime ore di questa mattina, la polizia tedesca ha affermato che vi sono tutti gli elementi per pensare ad un “attacco di stampo terroristico”.

Da tempo, l’Intelligence temeva attacchi terroristici presso i mercatini natalizi. L’allarme è aumentato quando qualche giorno fa, un bimbo tedesco- iracheno, con idee fortemente estremiste, aveva cercato di mettere una bomba presso un mercatino natalizio di Ludwigshafen, nel sud-est del Paese.

L’accaduto ha disseminato sgomento e paura tra tutti i presenti e ha allarmato tutto il mondo. La polizia Berlinese ha invitato tutti i concittadini attraverso Twitter a rimanere a casa.

Ancora una volta, ci preme evidenziare un gap di comunicazione: come comunAlert Nowichiamo la nostra posizione alle autorità, ad associazioni o a terzi in caso di pericolo ?

Se dovessimo essere in pericolo, quale sarebbe il mezzo adatto a trasmettere un messaggio di aiuto?

I social garantiscono la velocità dell’informazione ma la localizzazione?

In proposito, segnaliamo una delle potenzialità di WhereApp, che permette di inviare in maniera immediata un messaggio di pericolo, avvisando chi ti sta intorno e chi di dovere e comunicando la tua posizione.